|
BENVENUTO SU EXTRA! MUSIC MAGAZINE - La prima rivista musicale on line, articoli, recensioni, programmazione, musicale, eventi, rock, jazz, musica live
|
|
|
|
|
|
Thegiornalisti
Thegiornalisti Vol. 1
2011
Boombica
di
Maria Francesca Palermo
|
|
Nel pop alle volte il tempismo è davvero tutto. L’abilità di accomunare senza troppi fronzoli né sbavature chitarre irregolari e testi iper-delicati su un piano melodico sfilacciato, deperito ma assolutamente virtuoso e commestibile. Preparatevi perché a questo giro la scioltezza inglese è sostituita solo dall’eufonia italiana.
Suonano così i romani Thegiornalisti adoperando con naturalezza vivaci rullati e caldi mantelli britannici, fluorescenti e adolescenti. Per darvi un’idea più precisa potremmo sdoganarli come il timbro dell’Inghilterra che canta in italiano celebrandosi sull’importanza dell’ultimo decennio musicale. Postilla alla coscienza di chi ha preferito sottovalutare il connubio angloamericano Libertines-Strokes, un tipico caso di risonanza collettiva tra pop e rock. Guidato da un piglio nervoso e miscredente Vol. 1 fila via di striscio tutti gli aspetti del nostro fondamentalismo quotidiano, come le emozioni: “pallottole che entrano ed escono nella pelle”. Siamo tutti marziani ne rappresenta uno squisito esempio preparandosi da subito a colpire nel centro l’estetica vintage di motel abbandonati e biliardini in disuso. Per non parlare poi di quel suo finale costruito su un pianoforte che sembra suonare sboccato nel deserto. Cadenze strozzate e imbastardite su Autostrade umane, arrangiamenti su ponti targati seventies e lievi riff elettrici ad omaggio di Una canzone per Joss. Nelle loro storie così strambe e ricche di aspro cinismo lo-fi si avverte la capacità di utilizzare con una forte dose di originalità forme musicali che a tratti paiono rievocare i versi distorti dei vecchi bluesmen americani (La mano sinistra del Diavolo, Il Marinaio), in altri spingono ballate wave con una caricatura sghemba di matrice post-punk (Io non esisto, E allora Viva, In continuo adesso). Cromatismo metropolitano da tamburello in mano E menomale è la traccia che paga dazio alla vera ciarla della band: una babele ritmica che non molla mai, antesignana dei tardi ‘90 ma discendente dell’indierock in senso pieno.
Un album che oggi fa la differenza: non ci sono santini né troppi cuori spezzati. Scarna autocommiserazione, qui il paroliere smette di spolpare i soliti resti del dopoguerra tricolore e lascia finalmente spazio alla modernità della missione rock solitaria. Apprezziamo per questo, molto bravi e coraggiosi.
Articolo del
20/09/2011 -
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|
|
|
|
|
|
|
|
|
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|