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Poesia, arte, musica, recitazione e un abbondante pizzico d’ingegno, tutto questo è Paologatto e il suo disco “Psicopatologie Di Una Coppia Moderna”, concept-album che rappresenta il coronamento inciso di un lavoro graduale iniziato già qualche anno fa. L’artista pugliese si forma tra teatro (frequenta l’Accademia Nazionale delle arti drammatiche e inventa il personaggio di Gattoclown), cinema (è attore protagonista di una serie di cortometraggi finalisti e vincitori di concorsi cinematografici), musica (nel 2002 avviene il sodalizio con il suo manager, Savio Cannito, dj producer, compositore e arrangiatore). Alla base della logica musicale di Paologatto sicuramente c’è la sperimentazione, quella a cui si approccia con suoni elettronici che, di primo acchito, sono pienamente percepibili nel suo singolo d’esordio “Smettere” e ai quali ci abitueremo nel corso dell’album. La sua peculiarità sonora sta, sicuramente, nel suo pop elettroacustico che riesce a farlo emergere dalla grande massa commerciale e popular attuale. “Psicopatologie Di Una Coppia Moderna” è una storia romanzata e musicata alla Paologatto, in una dimensione a metà tra realtà e figurazione, dove i due protagonisti affrontano un viaggio, quello della loro storia. Lungo il sentiero s’incontrano, si scontrano, sono uno lo specchio dell’altra, sono una “coppia”: individui originariamente divisi che hanno unito le loro diversità per poi confondersi. Il viaggio è lungo e l’autore racconta, con le sue melodie e le sue ballate, quello che c’è dietro una relazione: uno, due e una cosa sola. Il riferimento a Freud non è, a questo punto, forse casuale ma pensato: le azioni che abitualmente nella nostra vita quotidiana - inconsciamente - compiamo, le psicosi che senza una ragione esplicita ci sopraffanno, sono quelle che, anche in una storia di coppia, si presentano, affliggono e portano il rapporto, giorno dopo giorno, a divenire una psicosi quotidiana di azioni abitudinarie che si compiono per ostinarsi a stare insieme. L’esordio del racconto è affidato a “Smettere”, uno dei singoli guida del disco, che merita davvero un’attenzione particolare. Il suo videoclip, girato in solo giorno con produzione low budget, ritrae il paesaggio delle Murge, in particolare quello di Gravina in Puglia, dove Paologatto fa i conti con la sua intimità, il suo sogno, la sua personalità. La seconda traccia “Le Cose Che Ho Da Fare” è sonoramente vicina al rock, a differenza di “Inter Rail” che melodicamente è più dolce e il ritmo mellifluo è, sicuramente, accennato dal pianoforte, che anche se nel background, segna decisamente la linea guida di questo pezzo. La serenità che la musica di “Inter Rail”, riesce a dare, la si può avvertire anche nel testo, in cui il protagonista “nonostante le premesse vede un giorno di sole”. Più folk, o se vogliamo anche country, è la simpatia di “Un Po’ Più Bella”, dove a tenere le redini musicali è un’insistente chitarra ‘allegretta’ tra complimenti ingenui e distrazioni amorose. I toni si abbassano e diventano melanconici ancora una volta con “Perle e Briciole”, dove ai suono misteriosi e di atmosfera di soffi di vento, si associano quelli dell’onnipresente chitarra di Paologatto che, unendosi, sanno di rock un po’ melanconico. Dopo litigi, rincorse, rifiuti e mancanze, ”Canzone Di Sola Andata” è la celebrazione della coppia. “Acqua Cheta” è la sperimentazione per antonomasia di “Psicopatologie Di Una Coppia Moderna”, il rock duro della chitarra elettrica, si unisce ai suoni elettronici, quelli voluti nel disco che fanno emergere dal coro questo album abbastanza sui generis. L’interpretazione vocale è pulita ed esce a testa alta a chiusura di ogni brano, si avverte, in ogni traccia, il senso di appartenenza musicale e autoriale dell’artista. “Roma” è una track eclettica, unisce i ritmi latini della chitarra, alle creative sperimentazioni elettroniche - che ritroveremo anche in “Senza Perderti Di Vista” - per poi coronarsi con la classicità del rock moderno. Chiusura affidata alla magia del pianoforte, quella di “Da Lontano”.
Articolo del
05/09/2011 -
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