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Hal Flavin
The Talk
2011
Watt Blizzard Music
di
Claudia Pecoraro
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Venti minuti e cinque tracce per il primo Ep di una band made in Lussemburgo. Con computer, sintetizzatori e chitarre gli Hal Flavin si addentrano in consueti territori elettro-pop, mentre la voce filtrata del cantante trascina in ritmi danzerecci. Marc Clement (voce e synth), Samuel Reinard (programmi e chitarre) e Mike Koster (basso) danno vita a questo minialbum che affonda le radici nella new wave dei primi anni ’80, genere musicale allora d’avanguardia e adesso difficilmente rinnovabile con nuova linfa. L’ascolto è comunque piacevole, a partire dal primo pezzo ”The Talk” che dà il titolo al disco, con i suoi tempi ben dosati, e la parte elettronica che si sposa sempre a un tema abbastanza orecchiabile. ”Higher Life” non esisterebbe senza George Michael, mentre ”Broken Waves” si discosta dagli altri brani con sonorità adatte ad un film di James Bond. ”Animals Of The Future” prende l’avvio dalla batteria campionata in loop, in cui si inserisce una melodia funk-punkeggiante. Il disco si chiude con una ballata lenta, ”7th year”, in cui tra i vari soliti effetti compare il pianoforte. Viene spontaneo chiedersi se i giovani Hal Flavin abbiano voluto citare i mai dimenticati Nineties o se in Lussemburgo non sia arrivata altra musica dopo gli anni ’90. Gli Hal Flavin sono avvezzi ai concerti, hanno supportato molte band e suonato in molti festival in giro per l’Europa, tra cui anche a Livorno durante il Wave Love Festival (con i Placebo e i Kraftwerk). Se siete appassionati del genere e volete ascoltarli dal vivo, per il momento resterete delusi. Nessuna data è prevista per il momento in Italia, molte in Lussemburgo.
Articolo del
07/09/2011 -
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