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Registrato completamente in analogico in soli tre giorni, tutto in presa diretta, senza sovraincisioni. Sono caratteristiche che saltano subito all'orecchio ascoltando ”Brucio”, ultimo disco dei Vote For Saki perché a Riccardo e Gian Luigi piace così, improvvisare, e poi anche i più grandi della musica lo facevano. E' chiara fin dal principio quindi la propensione della band verso un suono “vecchio”, primordiale, un po' grezzo ma al tempo stesso puro. Un intro di riscaldamento anticipa le linee guida su cui si snoderanno le successive quindici tracce. I VFS ci propongono un blues rock in bilico tra fumanti chitarre elettriche e intense acustiche, trasudanti calore e passione. Tra jam session e romantiche ballate, brani introspettivi e più sfacciati, c'è spazio anche per un'insolita cover del celebre brano di Muddy Waters, “Can't Be Satisfied”, riproposta con un testo quasi interamente in italiano e ovviamente eseguita con un'essenziale e suggestiva slide guitar. L'unico pezzo cantato in inglese, ”People Love Rock'n'Roll”, anche questo suonato su slide, è uno dei momenti più piacevoli dell'album. Abbiamo fatto qualche domanda alla band per approfondirne la conoscenza e capire meglio come la pensano sulla musica.
Ciao ragazzi, benvenuti su Extra! e complimenti per il disco!
Ciao, grazie.
Per cominciare diteci chi è Saki e perché dovremmo votare per lui. Scherzi a parte, come mai avete scelto questo moniker per la band?
Perché è originale, ma rimane familiare e ha in se quel pizzico di irriverenza e provocazione che lo rende frizzante. Rievoca un po', che so, i presidenti di ‘Point Break’ piuttosto che lo stile di ‘V Per Vendetta’ o il ‘Fight Club’. Può farti credere che c'è sempre un'alternativa e che ognuno può scegliere, è un nome che fa sognare.
Perché avete deciso di non ricorrere al digitale per incidere il disco?
Perché il digitale per quanto sia comodo ed economico, e soprattutto sempre più fedele e moderno, non è reale, è una riproduzione della realtà, è come un falso d'autore. Metteresti in gioco la tua più grande passione per un falso?
Cosa vi ha spinto a fare una cover del celebre brano di Muddy Waters in chiave un po' “personale” e non una semplice riproposizione dell'originale? Non pensate sia stata una scelta azzardata e forse rischiosa?
Non ci abbiamo proprio pensato, amiamo Muddy e ci piace suonare il suo capolavoro “Can't Be Satisfied”. Il gioco della rivisitazione letteraria è venuto per caso mentre ero sulla sdraio a prendere il sole con un drink e la mia L-1 in braccio. Bam! Sono scese giù le parole insieme al sudore. Ad ogni modo non abbiamo mica una reputazione da difendere, noi non siamo nessuno, per fortuna.
Chi sono gli artisti che hanno una maggiore influenza sulla vostra musica?
Sicuramente gli Stones e gli Who, i Led Zeppelin e i VU, Lou Reed, i Clash, Bowie e prima di tutto i padri fondatori del blues e del rock'n'roll da Robert Johnson in su.
Se doveste scegliere un grande della musica con cui collaborare, chi sarebbe?
Questa è una domanda tosta, impossibile rispondere. Tenendo in considerazione solo gli artisti rimasti in vita, direi: Keith Richards, Ringo Starr o Bowie, Chuck Berry, Jimmy Page... come si fa? Mina! Scegliamo Mina!
Nella vostra bio dite di fare ‘busking’ per l'Europa. Cosa vi ha portato questa esperienza? Avete notato un approccio differente alla vostra musica all'estero rispetto all'Italia?
Il ‘busking’ ci ha portato divertimento e diverse angolazioni, punti di vista nuovi, noi per primi siamo diversi in strada perché immediatamente oltre ad enfatizzare il nostro stile di improvvisazione vieni condizionato dalla gente, dal calore, dall'architettura, dal cibo, l'alcol, dall'immondizia, da tutto ciò che ti circonda. Ancora non abbiamo capito il perché, ma all'estero l'approccio alla nostra musica è diverso, più istintivo e aperto, apprezzano ciò che gli piace, senza pregiudizi, sono aperti alle possibilità. Ma attenzione, anche gli italiani all'estero sono così, per cui il luogo determina in larga parte la cultura delle persone, tanto che basta spostarsi per essere diversi. Forse è colpa della Luna o delle correnti elettromagnetiche della Terra, questione di latitudine.
Un disco che vi ha cambiato la vita?
“Led Zeppelin 4”.
Grazie per la vostra disponibilità e alla prossima!
Grazie a te, alla prossima!
Articolo del
08/09/2011 -
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