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Obake
Obake
2011
Rare Noise Records
di
Fernando Rennis
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Obake, nella cultura giapponese, è una creatura soprannaturale vicina a quella che noi definiamo fantasma e che letteralmente si potrebbe tradurre con ‘cosa che cambia’, forse non ci poteva essere miglior nome per questa formazione che vede due elementi degli Zu (il bassista Massimo Pupillo e il batterista Balasz Pandi), Lorenzo Esposito Fornasari (vocalist versatile) ed Eraldo Bernocchi (compositore conosciuto non solo in Italia) a sperimentare sonorità che fondono metal, growl, elettronica, vocalizzi, grindcore e persino dub. La creatura incede nel suo viaggio verso l’oscurità dell’animo attraversando incubi resi reali dalle vibrazioni del basso e dalla voce dark che costituiscono il sentiero sul quale si poggia l’apparato sonoro di chitarre ed elettronica. Zenit assoluto di questa discesa verso gli Inferi è certamente ”The End Of It All”. In ”Széchenyi” invece si sfiorano le ombre del prog che prendono vita in una parete dark di suoni mescolati a mo di caos organizzato. Le ombre si allungano per tutta la sezione centrale del disco, lambendo ”Letter To The Ghost” (con influssi jazz), e ”Ponerology” (che poi esplode in un cantato potente). Altro momento di spessore è ”The Omega Point”, in cui la trasversalità dei quattro è più visibile. Gli Obake ci insegnano come si può partire da una matrice sonora e la si può rielaborare fino a renderla quasi asettica, per riempirla nuovamente con ciò che nasce dall’incontro di più generi musicali, rendendo la creatura sempre più mutevole.
Articolo del
23/09/2011 -
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