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Suvvia, come potete sostenere che noi recensori siamo dei mostri caustici e senza cuore, pronti a massacrare ogni innocente aspirante rockstar che tenta timidamente di emergere dagli abissi dell’underground? Al contrario, dovete sapere che quella rompiscatole della nostra coscienza non ne vuole sapere di lasciarci dormire sonni tranquilli, e puntualmente torna a perorare la causa dei tanti e talentuosi gruppi in cerca di un contratto e di un po’ di supporto. Scherzi a parte, quando c’è da fare le persone serie (?) e darsi un po’ da fare per un gruppo che ne vale la pena, nessuno è più felice di noi (quanto meno della sottoscritta) di imbattersi in artisti che scrivono bene, suonano bene, e tentano di creare qualcosa che li differenzi dalla massa. Gli On Friday, quattro studenti ventenni di Senigallia, questo sostegno lo meritano in pieno, e nonostante di loro ancora pochissimo si sappia, speriamo che la pubblicazione di questi primi due Ep li aiuti a trovare una label che creda in loro. Perché se lo meritano, e perché ci credono. A dire la verità, i due Ep delineano due mondi diversi, lasciando intendere che la ricerca dello stile e del sound è ancora ‘work in progress’, ma va bene così, meglio sperimentare quando si è ancora giovani e duttili. ”On Friday” è più variegato, l’alternanza tra i riff indie, fantasiosamente postmoderni e nervosi, di ”Vanity” e ”If You Don’t, Don’t” compensano gli umori country-folk di ”Mile End Is Not My Land “ e quelli post-punk di ”Do You Remember John Fante”. “Just Another” presenta un quartetto di brani forse meno definiti individualmente, ma apparentemente più maturi e ricercati, nella direzione dell’ambient/dark raffinato e malinconico dei Cure più recenti. “I still haven’t found what I’m looking for”, sentenzierebbe il buon Paul Hewson aka Bonovox (e Dio solo sa quanto vorremmo che aprisse bocca solo per cantare, e non per fare il politico, che di quelli ne abbiamo fin sopra i capelli), non ho ancora trovato ciò che cerco. C’è un po’ di indecisione, un po’ di confusione, questo è innegabile; ma a vent’anni è bello anche essere confusi, e qualche volta perdersi cercando la strada che si crede più giusta. Chissà che, gira e rigira, non se ne trovi un’altra ancora più sorprendente. Noi, agli On Friday, lo auguriamo di cuore. Forza ragazzi!
Articolo del
29/09/2011 -
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