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Antonio Vitale, la mente dietro al progetto denominato Jester At Work, è un cantautore di Pescara, classe '76, che si autodefinisce “cantante Lo-Fi” (low fidelity), da cui prende nome l'ultimo album: appunto “Lo-Fi, Back to Tape”. Il progetto Jester at Work nasce nel 2005 e inizialmente il nome doveva essere “El Dobro”: il nome finale simboleggia il desiderio di tornare a lavorare su se stessi, di riscoprirsi. Il suono riflette questo sentimento: è molto grezzo, dal gusto volutamente retrò, vintage. Non a caso, il tutto viene registrato su un multitracce analogico a cassetta (Fostex). Più che una scelta, è stato un obbligo: dopo essere uscito da un'esperienza di gruppo, erano rimaste molte cassette piene di idee, ma senza un futuro ascoltatore. L'idea iniziale era quella di ri-registrare il tutto, ma dopo aver visto che in questo modo veniva rispettata maggiormente l'anima del suo lavoro, Vitale ha deciso di lasciare le cose come stavano. Tra le principali influenze musicali, il cantautore cita Tom Waits, Neil Young e Johnny Cash. Non c'è da stupirsi, il tono del cantato è intimo, raccolto, “basso”, rauco e famigliare. Il disco è il risultato della fiducia riposta da un ristretto gruppo di persone, che formano la Twelve Records, casa discografica che debutta con questo lavoro. L'atmosfera country-folk, genuina, semplice e armonica, non può non ricordare qualche altro lavoro, per dirne uno, le atmosfere di Eddie Vedder nella colonna sonora di “Into the Wild”. Tuttavia, la sensazione finale è piacevole e non si sente il peso di qualche “influenza” esterna. Sicuramente un artista interessante, da tenere d'occhio.
Articolo del
02/10/2011 -
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