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Cymbals Eat Guitars
Lenses Alien
2011
Memphies Industries
di
Fernando Rennis
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I Cymbals Eat Guitars (nome preso in prestito dalla descrizione che Lou Reed fece dei Velvet Underground) si sono ritrovati tra le mani delle lenti aliene e cercano di farci vedere il mondo attraverso questi cristalli che distorcono la realtà a suon di shoegaze e indie-rock che a volte lasciano sprazzi di pop melodico, soprattutto nelle traiettorie vocali. Si percepisce qualche traccia dei Superchunk e dei Built To Spill, ma al di la dei rimandi pare che l’unica pecca dell’album sia la sua troppa compattezza che lo rende un monolite difficile da digerire in cui manca il pezzo che ti mette ko, d’altro canto i brani di ”Lenses Alien” sono più diretti di quelli del loro disco d’esordio autoprodotto (“Why There Are Mountains”, 2009). Il gruppo non è ancora riuscito a levarsi di dosso gli orpelli sonori che sbarrano la strada ad una fruibilità diretta e ad un messaggio schietto ed intenso. Aspetteremo e nel frattempo concediamo un applauso alla band newyorkese, più di speranza che di soddisfazione.
Articolo del
01/10/2011 -
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