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Secondo album per gli FSH - Follicolo Stimolante, un gruppo romano che propone un pop rock di grande qualità e che risulta composto da Francesco Galioto, chitarra e voce, da Riccardo Di Fiandra, al basso, e da Simone Pisani, alla batteria. Il nuovo disco non si discosta molto a dire il vero dall’album d’esordio, ma gli FSH hanno di certo migliorato il profilo stilistico e si nota una maggiore cura nella stesura dei singoli brani. “La Strada” è un “mainstream rock” di buona fattura, “guitar oriented” e piacevolmente andante mentre “Piano Piano Affiora” è una “slow ballad” acustica, delicata e sognante. Molto convincente il crescendo elettrico di “Binario 1”, una ballata rock che però non tiene a distanza l’apporto melodico, “Blackout”, “Pensieri Di Un Martedì Pomeriggio” sono invece degli episodi acustici, sapientemente romantici ed impreziositi dal canto davvero particolare di Francesco Galioto. Il rock torna a spadroneggiare su “Se Non adesso Quando?”, un brano che si poggia tutto sul suono di chitarre elettriche che sanno essere serrate nella ritmica e lancinanti nelle parti soliste. Molto bella, piena di energia e di una musicalità decisamente esplosiva “Allegra Mente”, brano attualmente trasmesso da diverse radio locali. “Il Tunnel” è una canzone d’amore dotata di un crescendo drammatico che ne esalta la musicalità ed il testo, mentre “Mi Piacerebbe” è una ballata che si dipana attraverso passaggi armonici niente affatto banali e che riesce a coniugare in un brano solo il lirismo, la melodia e la chiave elettrica che sono il segno di riconoscimento del marchio FSH. Il gruppo si sta imponendo all’attenzione di tutti in particolare grazie all’originalità delle composizioni e alla gradevolezza di un approccio elettrico, ma ricco anche di trovavate armoniche deliziose e decisamente intelligenti. E’ il caso di “Ivan”, un altro potenziale singolo, una ballata acustica che nasconde una carica elettrica, una chiave rock, sempre in agguato, e che viene fuori con forza al momento giusto. Da ascoltare anche “Polaroid”, la “bonus track” che chiude l’album, una “rock song” che ripropone atmosfere e sonorità tipiche degli anni Settanta, ben rappresentate anche dalla scelta del titolo, accuratamente “vintage”. Un rock album di qualità, musica italiana di autore che denota la bontà del “songwriting” ma che, al tempo stesso, riesce ad essere leggera e fruibile come si conviene ad un gruppo che non tarderà ad imporsi.
Articolo del
03/10/2011 -
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