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“Stories come out of other stories, lead to the other stories”. Storie uscite da altre storie, che portano a nuove storie, esperienze che divergono per poi camminare in parallelo e infine congiungersi per percorrere insieme un breve tratto di strada. La musica è per eccellenza un'arte frutto dell'unione di anime adesso in sintonia, adesso in contrasto, è questo l'unico percorso in grado di portare ad un'armonia finale. I percorsi di Giancarlo Erra (Nosound) e Tim Bowness (No-Man) - Memories Of Machine - si sono incontrati in questo progetto che ha avuto una gestazione di quasi cinque anni, toccando nel corso del suo sviluppo, più di una città (Roma, New York ma anche la terra di Svezia e quella di Albione). “Warm Winter” è un album di raffinata bellezza, un piccolo lavoro di cesellatura, dove ogni fraseggio è stato studiato per essere essenziale ma allo stesso tempo avvolgente, dove una nota tenuta più a lungo assume una potenza emotiva che non ammette competizione con nessun passaggio virtuosistico. Dietro “Warm Winter” sembra esserci una perenne ricerca dell'essenziale e da questo punto di vista la voce rarefatta di Bowness trova il perfetto completamento negli inserti della chitarra di Erra; brani come “Lucky You, Lucky Me”, “Something In Our Lives”, “Before We Fall” sono piccoli gioielli che restato sospesi nella nostra memoria. Tra i pezzi da incorniciare ci sono sicuramente anche “Change Me Once Again” - con la batteria di Gigi Zito che contribuisce a dar vita ad un brano in perfetto stile Nosound e il deciso assolo di Steven Wilson - e “Lost And Found In The Digital World”, brano – quest'ultimo – che si sviluppa su un tessuto di soundscapes ad opera Fripp e sul quale si staglia, oltre all'eterea voce di Bowness e agli accordi pizzicati di Erra, la bellissima tromba di Aleksei Saks, preludio allo squarcio di luce creato dall'assolo del leader dei Nosound, assolo che sembra aprire un passaggio verso un'altra dimensione. Nuova vita viene resa a “Beautiful Song You Should Know” - già presente nell'album dei No-Man “Schoolyard Ghosts” - che qui assume toni ancora più intimi, anche grazie agli inserti di violoncello di Marianne De Chastelaine. Il disco si chiude con le atmosfere di “At The Centre Of It All” che vede la partecipazione alle chitarre di Peter Hammill, il brano è il perfetto sfumato ad un disco che, nonostante le collaborazioni eccellenti, sembra essere a tutti gli effetti un lavoro personalissimo e ispirato (come dimostra la sua title track), dove i suoni sono stati cuciti alla perfezione su ogni singola parola. Non basterà un ascolto per poterlo capire (nonostante la sua semplicità sia disarmante), è un album che ha bisogno di entrare in circolo nella nostra mente, ma una volta entrato resterà per molto tempo nella nostra memoria.
Tracklist 1. New Memories Of Machines 2. Before We Fall 3. Beautiful Songs You Should Know 4. Warm Winter 5. Lucky You, Lucky Me 6. Change Me Once Again 7. Something In Our Lives 8. Lost And Found In The Digital World 9. Schoolyard Ghosts 10. At The Centre Of It All
Articolo del
10/10/2011 -
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