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A tutti voi sarà capitato - nella vostra, e nostra, utopica spensieratezza di malati di rock allo stadio terminale – di avventurarvi in improponibili e massacranti spedizioni serali in località distanti decine se non centinaia di chilometri, alla ricerca per lo più di un locale claustrofobico affogato in mezzo ai capannoni, ove trovare un parcheggio è fonte di attacchi di itterizia, a cui si aggiungono quelli di panico quando pensate al rientro in ufficio, in stato più o meno comatoso e rintronato, la mattina successiva, dopo aver dormito presumibilmente due ore o poco più. Tutto questo, e molto altro, si è disposti a tollerare per seguire i concerti dei propri eroi. E poi capita, invece, di passeggiare tranquilli, una sera in una delle tante sagre di paese che rallegrano i mesi autunnali, e di imbattersi in un palco su cui stanno suonando cinque ragazzi come tanti, di quelli che si vedono normalmente per la strada. Vi fermate ad ascoltare distrattamente, prima una canzone, poi due, e in breve vi convincete che, dannazione, questi sono forti! Da bravi filantropi musicali quali vi reputate, vi fiondate coscienziosamente al banchetto ad acquistare il Cd, e per l’ennesima volta vi incazzate come delle iene a pensare che in giro, sui banchi di scuole e università, nelle piazze e nei garage adibiti a sale prove, c’è tanto talento sprecato, mentre i grandi nomi del rock vanno ormai a braccetto con i piazzisti di musica per le masse e con le loro assurde pretese. Come avrete capito, siamo nuovamente a parlare di una band che meriterebbe molto più di quello che ha: si tratta degli S.C.A.R.L.E.T., alias Nicola, Nicolò, Dany, Sanga e Jack, che nelle impenetrabili nebbie della pianura padana profonda si fanno notare grazie al loro hard rock incendiario e davvero promettente. Se la loro storia è identica a quella di tante altre band emergenti in circolazione, qualcosa nella loro musica ci fa sperare che il loro non sia destinato a rimanere solo un nome in più sui palcoscenici minori. In attesa di approdare ad un sound che sia veramente “loro”, gli S.C.A.R.L.E.T., nel loro primo EP autoprodotto, si cimentano ad ampio spettro in aree trasversali dell’alternative rock, dimostrando di padroneggiare assai bene sia la freschezza e l’immediatezza del punk rock ‘California-style’, sia l’attitudine più adulta e heavy che emerge in brani quali ”Big City Of Dreams” (da ascoltare assolutamente). L’impressione è da subito ottima, idee, grinta e songwriting ci sono, anche se il brano iniziale suona forse come il più acerbo del lotto. Ma la convinzione di essere davanti a qualcosa di davvero buono cresce con il prosieguo dell’album. Il riffing sempre brillantissimo e la voce graffiante del cantante (un po’ di inflessione da correggere, ma nulla di irrimediabile) definiscono un ensemble di brani ora tosti e veloci come ”Softer Soldier”, con quell’attacco irresistibile, un po’ Iron Maiden di “No Prayer For The Dying”, ora trepidanti e speranzosi come la bella semi-ballad ”I Will Do It”. Inevitabilmente chi, come la sottoscritta, ha divorziato dalla radio eoni fa (causa indecenza della programmazione) e non ha alcuna intenzione di tentare il matrimonio riparatore, guarda anche al lato più catchy, per capire cosa potrebbe funzionare a livello commerciale e rendere migliore questo mondo tirannizzato dai Fabri Fibra e dalle danze Kuduro; e qui davvero gli spunti non mancano, dal vivace punk rock di ”Picture Of The Time” alle divagazioni un po’ new wave di ”Electrogate”; ma è al rock più heavy, più cattivo e più “metallico” che tendono realmente gli S.C.A.R.L.E.T., come prova ”Big City Of Dreams”, forse l’unico vero esempio di quello che potrebbe essere il loro sound più o meno definitivo, scevro delle sperimentazioni giovanili; e se così fosse, sarebbe una pacchia, perché il brano è un gioiellino dal riffing geniale e dalla schiettezza brutale, che si avvicina molto all’invidiabile ‘balance’ tra aggressività e qualità raggiunto, negli ultimi anni, solo da band di altissimo livello come gli Alter Bridge. Che altro dire? Intanto un grosso “In bocca al lupo!!” agli S.C.A.R.L.E.T. è doveroso; per il resto, come sempre, noi il messaggio l’abbiamo lanciato, speriamo che ora arrivi alle orecchie giuste…
Articolo del
16/10/2011 -
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