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DasAuge
You’re Dead And It’s All Your Fault
2011
I Make Records
di
Arianna Mossali
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Che mi possa venire un accidente se questo album non avrebbe scatenato l’invidia di Tool e A Perfect Circle. Certo che, se i campani DasAuge sono cresciuti a pane e neo-prog, questo è il tipico caso in cui gli allievi si candidano con decisione a superare i maestri, e stavolta non è il caso di avere neppure troppe remore per il paragone ardito. Sorge persino il dubbio che i DasAuge siano addirittura troppo “avanti”, troppo inediti ed innovativi per un mercato statico come quello italiano. Resta il fatto che Massimo Manzo e soci hanno tirato fuori qualcosa di spettacolare, e questa è l’unica cosa che conta. ”You’re Dead And It’s All Your Fault” è senza dubbio uno dei migliori album indie-alternative usciti negli ultimi anni. Le influenze della band spaziano in un panorama musicale che include anche artisti tradizionalmente considerati “leggeri”, almeno in ambito rock, ma il loro riffing potente e melodico evoca piuttosto riferimenti gothic e metal. Del resto, tanto nella musica quanto nell’artwork, i DasAuge indugiano con evidente compiacimento su suggestioni macabre. Per carità, niente a che vedere con vampiri fighetti e glitterosi et similia; bensì uno scavo approfondito, a tratti anche invasivo e violento, negli abissi dell’animo umano, un Maëlstrom di angosciose e mortifere passioni, che rendono vivo e pulsante ogni accordo, ogni furioso crescendo di questo splendido affresco surrealista. Intimismo cupo e cibernetico, distorto e lacerante. Semplicemente da applausi.
Articolo del
23/10/2011 -
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