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Distorsonic
Dose Minima Letale
2011
Yorpikus Records
di
Alessandro Basile
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Dallo scorso 2 settembre è possibile acquistare il nuovo dei Distorsonic, progetto ideato e guidato dal bassista Maurizio Iorio, per molti anni al fianco di Moltheni. Accanto a lui il talentuoso batterista Stefano Falcone con il quale vi è un’incredibile intesa musicale che si è andata sempre più perfezionando nel corso degli anni. La nuova fatica in studio, frutto di due anni d’intenso lavoro di scrittura e registrazioni, arriva a poco più di cinque anni da “Psychohaven”, LP pubblicato nel giugno del 2006, che aveva inaugurato nel migliore dei modi un progetto ambizioso, tanto interessante quanto alternativo. “Dose Minima Letale”, questo il titolo scelto per rappresentare i nove brani in esso contenuti, ha innanzitutto la caratteristica di presentarsi fondamentalmente come un disco di musica rock. Non che il primo non lo fosse, ma le abbondanti sonorità elettroniche rintracciabili in “Psychohaven” sono state, in questa occasione, tenute alla larga il più possibile. Tutto è giocato sul binomio basso-batteria, nonostante l’uso spregiudicato dell’effettistica sembri suggerire la presenza di almeno una chitarra elettrica. E invece no. Ciò permette di denotare una maggiore impulsività proveniente da pezzi che, nella maggior parte dei casi, mantengono un’attitudine strumentale. Ci si trova dunque di fronte a delle vere e proprie cavalcate musicali ricche di sfumature tenebrose. Però, quasi inaspettatamente, un cantato in stile Massimo Volume inizia a farsi subito largo sul groove accattivante della prima traccia intitolata “D’Improvvisa Rabbia E Rancore”. Da lì in poi le parole torneranno a fare capolino senza alcun preavviso. Il post-rock lisergico e delirante di “Materiale Infiammabile” scivola via come se niente fosse per lasciare poi spazio a “Carne Cruda”. Ecco dunque che il recitato profondo di Iorio comincia ad alternarsi in un dialogo continuo con quello più struggente di Vera Gemma. E’ il timbro ardente dell’attrice capitolina che pervade interamente la terza take. Tutto è legato. I testi inquietanti e taglienti si avvicendano senza logica temporale ma secondo uno schema tematico ben definito. “Dose Minima Letale” è del resto un concept album, un raccoglitore d’impressioni e sensazioni che si intensificano durante un pericoloso vagabondare notturno e solitario nei sobborghi di un’indefinita metropoli. La successione delle composizioni accompagna così lo scorrere del tempo fino alle prime luci del giorno. Questo è suggerito dal suono dei clacson e dei motori delle auto presenti nella conclusiva “Una Minacciosa Aria Di Festa”. L’avvento del traffico cittadino che inizia a scaldare l’alba ormai imminente arriva quasi come un miracolo, come una tregua indispensabile per calmare il tormento e lo sgomento di chi ha deciso di perdersi nei vicoli urbani per vomitare in silenzio i propri rancori. Un disco trascinante, carico di rumori e di psichedelia. E’ consigliabile ascoltarlo tutto d’un fiato – magari con un impianto audio all’altezza – per apprezzarlo ed inquadrarlo alla perfezione.
Articolo del
24/10/2011 -
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