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Schiavocampo
Children’s Corner
2011
Magmatiq Records
di
Giuseppe Celano
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Alcuni dischi sembrano presentarsi apposta in base alle stagioni che stai vivendo, allineati alle angosce che ti frullano per la testa. Uno di questi è l’album di Stefano Schiavocampo. ”Children’s Corner” è un resoconto in musica della sua permanenza a Dublino città che in qualche modo, oltre ad averlo affascinato, ha sfrondato l’autore di ogni inutile orpello di italianità rendendo questo disco veramente credibile. ”The Wedding” è uno scintillante brano ricco di inserti di tromba, i cui accordi iniziali ricordano ”Tijuana Lady” dei Gomez. L’opener Children’s Corner fa da battistrada all’atmosfera che avvolgerà il resto dell’album fatto di luci fioche e ombre cangianti, perfetto per questo autunno svogliato che avanza lento ma inesorabile. Le chitarre, acustiche, sono perlopiù arpeggiate e qualche volta pizzicate da un plettro morbido. La voce tremula racconta storie su percussioni appena accennate, l’incontro fra le soluzioni melodiche e le corde vocali del singer creano atmosfere crepuscolari. È un mondo delicato quello di Stefano che sembra aver registrato questo disco relegato in mezzo alle montagne, dove la luce filtra fra gli alberi e l’odore del camino impregna i vestiti. Se avete bisogno di punti di riferimento per inquadrare questo lavoro i Buckley (Tim/Jeff) potrebbero essere un esempio (”Up She Flew”). Ma scavando in profondità prestando attenzione alle sue influenze potreste trovare altre chicche sepolte in questo lavoro davvero denso di colori delicati. Perderlo è solo un altro peccato da aggiungere alla vostra lista.
Articolo del
26/10/2011 -
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