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Neo
Neoclassico
2011
Megasound
di
Giuseppe Celano
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Avevamo avuto già ricevuto altro materiale di pregiata fattura della Megasound, della stessa pasta appare il disco dei Neo, band strumentale registrata da sua onnipotenza Steve Albini e missata in un secondo momento dall’altra costola divina degli Shellac, mr. Bob Weston. Il terzetto Neo comprende Manlio Maresca alla chitarra, Carlo Conti (non il lampadato) al sax tenore e Antonio Zitarelli alla batteria. I tre producono un suono jazz nelle intenzioni e nell’attitudine, fatto di intensi intrecci ritmici, di svisate punk e dialoghi serratissimi fra sassofono e chitarre impazzite. Sin dall’opener ”No. 5 (J.S. Bach)” si ha la sensazione di essere di fronte a dei veri e propri fuori classe. La musica prodotta viene catturata dalla magia di Steve che ne imprigiona i suoni senza però denaturare la personalità della band. La spigolosa e psicotica ”Mechanical Disfunction”, con i suoi cambi ritmici e gli avvitamenti che solo un Mig può fare, è la chiara dimostrazione che questi ragazzi fanno sul serio. Non da meno è la sua gemella ”Good Morning” fatta di arpeggio ossessivo per il quale anche Robert Fripp si fermerebbe un attimo a riflettere. ”Le Invenzioni (1,2,3,4)” sono le uniche tracce dove lo stretto dialogo fra chitarra e sax esclude le pelli. La struttura di Bach viene stravolta e rimodellata dalle sapienti dita di Maresca. ”Unjustified Restriction” è la rivincita della batteria che procede in modo marziale per poi partire in velocità creando un’atmosfera ansiogena che toglie il fiato. Per i fuochi d’artificio ritmici invece potete rivolgervi a ”FF FF”, schiacciante brano dall’andamento cangiante che potrebbe farvi venire un labirintite; insomma una specie di ‘divertissement’ colto che impegnerà la vostra pazienza e logica come in un dei migliori giochi della settimana enigmistica. ”Neoclassico” consta di tredici nuovi brani frutto di incastri ritmici sempre più frenetici, di eccentriche destrutturazioni e di un caos ordinato nato dalla fusione fra jazz, blues e punk. L’ironia, l’originalità e la passione creano musica indigesta, fatta di continui scossoni a cui si aggiungono momenti di relativa pace per metabolizzare il tutto. Descrivere “Neoclassico” brano per brano sarebbe pedante, provare a spiegarne la bellezza risulterebbe arrogante, l’unica cosa che vi rimane da fare è immergervi in brani come ”Blues”. I Neo sono italiani ma proiettati mentalmente ben oltre le Alpi, insomma uno dei nostri fiori all’occhiello.
Articolo del
05/11/2011 -
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