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Gianluca Conte, alias Mezzafemmina, è la nuova scommessa della Controrecords, interessante etichetta discografica che, da qualche anno a questa parte, continua a distinguersi nell’indie italiano grazie alla produzione di numerosi – quanto validi – progetti musicali alternativi. “Storie A Bassa Audience” è il disco d’esordio del giovane cantautore torinese reduce dall’esperienza ormai conclusa con i Melanie Efrem. Artisticamente prodotto da Gigi Giancursi e Cristiano Lo Mele dei Perturbazione, l’album risulta essere un ottimo concentrato di elegante cantautorato unito ad un pop raffinato, godibile e moderno. Otto i brani inclusi nell’LP, impreziositi da tante piccole collaborazioni grazie ai contributi strumentali di alcuni nomi noti dell’underground piemontese tra cui Andrea Ghiotti, batterista dei Toys In The Attic, Giorgio Codias, chitarrista dei Verlaine, e il sassofonista Eros Guggia. Otto pregevoli episodi che mettono in luce un’ottima capacità di scrittura da parte di Gianluca Conte, un nome al quale gli amanti della nuova canzone d’autore dovranno iniziare ad abituarsi già da adesso. Mezzafemmina racconta la realtà, ispirato dalle atmosfere tanto irrefrenabili quanto opprimenti della metropoli denunciate alla perfezione in “Articolo 1” e “Le Prigioni Del 2000”, l’accoppiata iniziale del cd. Lo fa attraverso un linguaggio impulsivo e efficace, in certi momenti più poetico, in altri più disincantato ma comunque sempre volto a suggerire spunti e riflessioni stimolanti. Non manca però di sarcasmo leggermente amaro, evidente soprattutto nell’inciso orecchiabile di “Insanity Show” (canzone geniale non solo per le melodie coinvolgenti) e nella malinconia de “I Pinguini Si Comprano Il Cappotto”. Tuttavia in “Storie A Bassa Audience” trovano spazio anche i sentimenti. Ecco spiegata allora la presenza di composizioni più delicate. “Brace”, il penultimo brano in scaletta, racchiude in tre minuti e mezzo tutta la sensibilità e il romanticismo del talentuoso cantautore. Arrangiato in maniera impeccabile (come del resto tutto il disco), il brano in questione vede la partecipazione di Elena Diana violoncellista dei Perturbazione, e di Robertina, che si alterna con Mezzafemmina nel cantato. Dal punto di vista musicale la direzione scelta è quella di un sound acustico e morbido, ma non per questo scarno, al quale si accosta saltuariamente un po’ di elettricità che non guasta mai. Costante invece la presenza dei fiati che vanno a riempire con discrezione i brani esaltandone l’intensità. Registrato e mixato al Garage Ermetico di Collegno tra la primavera e l’estate del 2010, “Storie A Bassa Audience” conferma nuovamente quanta buona musica indipendente ci sia attualmente in circolazione. Il problema è solo andarla a scovare.
Articolo del
06/11/2011 -
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