|
Un viaggio di mezz'ora tra esperienze di vita metropolitana, che parte a ritmo sostenuto da Sesto San Giovanni e visita sound diversi della migliore storia musicale britannica, interpretandoli in maniera differente, adattandoli, infine, alle dieci tracce che compongono ”Mono”, il secondo album dei ”Motel 20099”. Dopo l'ottimo esordio di “Romanticismo Dalla Periferia Per Giovani Teppisti”, la band cerca di bissare, e magari superare le vendite del primo, che ha ottenuto riscontri positivi sia dalla critica, sia dal pubblico, entrando nei migliori album del 2010 consigliati da iTunes. I brani maggiormente degni di nota sono quattro o cinque e spiccano rispetto ai rimanenti che rimangono in ombra, in un lavoro che è comunque valido. La musica, spesso, è superiore ai testi, e questa non è solo una mancanza, ma è soprattutto un peccato, perché lascia l'intero lavoro nell'anticamera di quello che poteva essere un successo. Si parte con ”Impacchettato”, carattere adrenalinico tipico del punk, riff protagonisti e voci distorte, si continua con l'ottima ”#267”, che fa da ponte tra la prima, smorzandone i toni, per introdurre la terza serratissima ”Moleskine”, a mio avviso il pezzo migliore di “Mono”. Si prosegue con ”Federico Aldrovandi”, toccante ballata, dedicata ed ispirata alla vicenda di cronaca del ragazzo ferrarese ucciso da quattro agenti della Polizia. ”Quattro Passi” vanta la preziosa collaborazione di Umberto Palazzo, voce del gruppo Santo Niente, che contrasta in maniera particolare con quella del frontman dei Motel 20099, Marco Colombo. Parole graffianti, crude, troppo poche, forse, per rendere piena giustizia alla sua bellezza. Featuring da hit. ”Settembre”, è la meno arrabbiata, la meno cruda, ballata da un sound scontato e noioso, forse la meno adatta a chiudere un lavoro fin qui positivo, con canzoni davvero notevoli, solo l'inizio di un futuro ed auspicato nuovo progetto, magari quello vincente.
Articolo del
15/11/2011 -
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|