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Ultimo Attuale Corpo Sonoro
Io Ricordo Con Rabbia
2011
Manzanilla MusicaDischi
di
Giuseppe Celano
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Si affida alla le note di un piano maestoso l’inizio di ”Io Ricordo Con Rabbia” rimandandoci ai Massimo Volume e al canto rabbioso di Giovanni Lindo Ferretti (”Mio Sole Dei Morenti”). L’opener ”L'impero Del Male” spazza via ogni dubbio: la voce lacera, insieme al silenzio, anche le vostre speranze, il dolore scardina i filtri e le maschere che avete costruito per proteggervi, l’impatto violento e non lascia scampo. Il suo crescendo è pura estasi letale, i suoni pericolosi e quasi asettici creano uno stupendo effetto elastico proteso verso il pirotecnico finale. Vicini alle tipiche esplosioni post‐rock e agli accessi di rabbia di Clementi gli U.A.C.S. fanno i nomi, mietono vittime senza risparmiare niente e nessuno (”Fortèpasc”). Ultimo Attuale Corpo Sonoro è un progetto d’avanguardia sperimentale che fa dei testi il suo punto di forza, mira a elevare i toni accendendo tutte le micce sparse durante il suo tragitto sonoro (”11/09/1973”). Non mancano i momenti melodici durante i quali l’unico a non abbassare la guardia è il ‘talking’ arcigno, intriso di violenza parossistica di Giammarco Mercati. L’incipit di ”Non Ora, Non qui” è molto simile a una canzone dei Verdena, sta a voi capire quale, che poi si apre in arpeggi circolari e ritmica ossessiva prima del potente stacco finale. Se nell’omonimo dei R.A.T.M. la voce Zach De La Rocha era l’elemento chiave in questo lavoro l’ugola di Mercati è il mezzo per scardinare le porte, il suo salmodiare acido porta con sé una ribellione sincera e inarrestabile. La rabbia è la linfa vitale, il verbo scelto per veicolare la loro insofferenza, mentre le chitarre intarsiano note risucchiate da vortici di distorsione. I riferimenti alla poesia di F.G. Lorca, i continui richiami politici e i visionari passaggi che scomodano Arthur Rimbaud sono la chiave di lettura attraverso cui potrete scoprire il mondo degli U.A.C.S. ”Io Ricordo Con Rabbia” mette in scena lo scempio di una fogna a cielo aperto, sbatte il mostro in prima pagina, riesuma corpi putrefatti, interrogativi scomodi e personaggi importanti. Niente giustificazioni, nessuna concessione ai dubbi, non fanno sconti questi cinque cavalieri veronesi che si muovono fra rock e testi devastanti lasciando una scia di sangue vivo e infetto da intrighi, manovre d’insabbiamento, e malafede (”Tessera P2 1816”). Se usassimo i voti sarebbe un 8 pieno, senza dubbio una delle uscite più intense del 2011.
Articolo del
18/11/2011 -
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