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Airbourne
No Guts No Glory
2010
Roadrunner
di Carlo Alberto Baldi
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Immaginare che gli Airbourne facessero un album diverso dal precedente era pura utopia, proprio come per la loro band di riferimento, gli AC/DC. Infatti No Guts No Glory rappresenta tutto quello in cui i quattro ragazzi australiani credono: un tributo a quello che è l’Hard Rock, quello veramente duro. Questo attesissimo secondo album riconferma quello che era stato per il primo e clamoroso Running Wild: un album selvaggio, sfrontato, potente e festaiolo. È questo che ci piace. Tanti riff, tanti soli pentatonici, tanta birra, tanto testosterone e tanta adrenalina. Ascoltando il cd si riesce anche a immaginare quello che possono fare sul palco i quattro sciroccati. Facile dire che sono la copia degli AC/DC, ma tanti prima di loro hanno provato a emulare Angus e soci, come i Rhyno Bucket o i Krokus, ma con scarso risultato. Bisogna essere quindi onesti e ammettere che gli Airbourne hanno una marcia in più, considerando anche che ormai questo non è più un genere mainstream.
L’album si apre con Born To Kill, sicuramente meno sconvolgente del brano di apertura dell’album d’esordio Stand Up For Rock ‘n’ Roll, ma sicuramente d’effetto e coinvolgente. Un'eco di chitarra e poi l’esplosione dei riff e la canzone parte a duemila di metronomo fino a portarci a un ritornello da stadio. Seconda posizione per il singolo No Way But The Hard Way, sintesi di quello che dovrebbe essere un concetto di vita, il titolo già dice tutto. L’ascolto poco attento può convincerci del fatto che le canzoni siano tutte tipo AC/DC; in realtà all’intero dell’album ci sono molti riferimenti stilistici di altri gruppi. Blonde, Bad And Beautiful, Raise The Flag e Chewin’ The Fat rappresentano le tre esplicite citazioni stilistiche di gruppi di riferimento per la band: AC/DC la prima, Motorhead e Kiss la terza. L’album è molto omogeneo, si fa ascoltare quindi tranquillamente anche se brani come It Ain't Over Till It's Over o Get Busy Livin' sicuramente spiccano per la loro potenza: semplicemente fantastiche, rock allo stato puro!
L’album è composto da tredici canzoni, ma esiste un’edizione limitata che contiene cinque bonus-track. Io ovviamente consiglio caldamente l’edizione speciale perché come dice il detto romano: melius abundare quam deficere.
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30/03/2010 -
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