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Ne ha fatta di strada ormai, dagli albori a metà degli Anni '60 in cui prese il posto di Eric Clapton negli Yardbirds, fino ai successi derivati dalla carriera solista, che lo ha visto collaborare con gli artisti più importanti al mondo, interpretando gli stili più diversi. Costeggiando nel suo tratto più sottile il confine che divide la musica di nicchia e l'universo mainstream, il buon Jeff Beck è stato in grado di fare proseliti sia tra gli intenditori veri, che in una considerevole parte del grande pubblico.
Quest'ultimo capitolo della discografia di Beck mira a toccare determinate corde nell'animo di chi lo ascolta, come suggerisce anche il titolo Emotion & Commotion, per mezzo della ricerca di melodie emotivamente molto coinvolgenti applicate a cover scelte ed interpretate con enorme maestria da parte del chitarrista e delle special guest presenti in questo album. Il disco è sostanzialmente divisibile in 2 parti, la base che è principalmente fusion e poi le perle, per le quali Beck si è avvalso del contributo di un'orchestra sinfonica da 64 elementi. L'album si apre con un commovente rifacimento del compianto Jeff Buckley, Corpus Christi Carol, con le note della chitarra che vanno a ripercorrere la linea melodica che originariamente era la parte vocale. Figurano alla voce “easy listening” i pezzi Never Alone, arricchito da percussioni tribali che strizzano l'occhio alla chillout e Serene, che invece alterna sonorità variegate e suggestive a intermezzi funky. Atmosfera da favola invece per Somewhere Over The Rainbow, celeberrimo brano tratto dalla colonna sonora de Il Mago di Oz, con la chitarra che accarezza la base orchestrale. Tra le voci prestate alla causa spicca senza dubbio per personalità quella della giovane inglesina prodigio Joss Stone, che interpreta I Put A Spell On You con rabbia e sentimento, sfruttando un accompagnamento tendente al funky ed r'n'b, terreno a lei più congeniale.
Da artista di apertura per le esibizioni live a special guest, questa è la storia di Imelda May, che presta la sua voce suadente per Lilac Wine, altra rivisitazione tratta da Jeff Buckley. Hammerhead è un pezzo travolgente, l'intro di chitarra acida che fa da apripista ad un'esplosione strumentale degna della Dave Matthews Band. Il capolavoro è per forza di cose il sontuoso rifacimento di Nessun Dorma di Puccini, un'opera di assoluto valore musicale che sottolinea il valore assoluto di Jeff Beck inteso non solo come chitarrista, ma come vera e propria autorità in campo musicale. Il secondo featuring Joss Stone, There's No Other Me, è il brano senza dubbio più rock, con un ritornello hard che esplode al termine di strofe che riprendono temi fusion, la scelta di questo come penultimo pezzo sembra un modo per separare in maniera più che netta Nessun Dorma dalla traccia di chiusura, Elegy For Dunkirk (cantata da Olivia Safe), anch'essa basata fondamentalmente sul ruolo degli archi in particolare, sulle cui note si protraggono lunghi soli di chitarra, firma d'autore su un album dall'attitudine rilassante e riflessiva al tempo stesso.
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