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New Young Pony Club
The Optimist
2010
The Numbers
di Angelica Scardigno
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La seconda fatica dei New Young Pony Club, The Optimist, non è un album noioso: quello che purtroppo è evidente è che è fuori tempo massimo. Lo splendore patinato di sonorità synth mescolate a tradizionali batterie e voci evocative, non hanno conquistato come avrebbero potuto. Ci si aspettava un successo mondiale dopo l’acclamato Fantastic Playroom, ma nella realtà dei fatti questa raccolta di canzoni non ha apportato quella ventata di primavera che ci si sarebbe attesi.
Ci sono alcuni pezzi davvero notevoli, a partire dalla canzone che apre l’album, Lost A Girl, che si serve di suggestioni elettropop accompagnate dallo strabordare di batteria e di refrain che rimangono impressi e fanno accennare a qualche passo di danza. Stessa cosa vale per Architect Of Love, pezzo di chiusura dell’album, che con un bel gioco di basso e un ritmo palpitante fa emergere una voce che si spoglia di lo-fi e desiderio di new wave per lasciar trapelare un pop leggero e accattivante. Per il resto le citazioni durante le rimanenti tracce fioccano: dalle ombre raveonettiane che si stagliano su scenari synth dei Delphic di Stone, la rivisitazione dei generi, e in particolar modo della new wave, è una costante e spesso si accompagna ad un desiderio di sfogo rock evidente soprattutto negli incipit di The Optimist e Dolls. Se le rivisitazioni si fanno innumerevoli, di certo il leitmotiv del tutto sta nell’impiego di synth per una rielaborazione plasticosa di vecchie sonorità che vogliono essere rivitalizzate per diventare più fruibili dall’ascoltatore educato al suon di loop e drum machine.
Ma si percepiva già da un pezzo che l’epoca del revival Anni Ottanta sarebbe tramontata, che il grande party di luci e festoni kitsch avrebbe lasciato spazio ad altro e che le bollicine della Coca Cola di inizio festa sarebbero volate via portando con sé la parvenza di novità. E i NYPC non sono riusciti a cogliere il tempo che è sfuggito loro di mano: hanno così offerto un piatto freddo che alla giusta temperatura avrebbe forse conquistato palati e dancefloor.
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07/05/2010 -
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