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Audiotransparent
Chekhov Guns
2010
Katzwijm Records
di Eugenio Vicedomini
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Audiotransparent è una band post-rock formatasi a Groningen agli inizi del 2000. Risale al 2003 il loro disco d’esordio, dal titolo omonimo, ed il loro debutto presso il grande pubblico come gruppo spalla dei Tindersticks. Oggi, con tre album all’attivo, gli Audiotransparent rappresentano una delle band di spicco olandesi di musica alternativa nonché una tra le più interessanti realtà nel panorama Nord Europeo. Il loro sound si avvicina molto a quello di eroiche formazioni del genere indie come Radiohead, Tindersticks, Sigur Ros e Wilco. Il gruppo è composto da Bart Looman (voce & chitarra), Andreas Willemse (chitarra), Chris van der Ploeg (basso), Gijs Van Veldhuizen (batteria) e Michel Weber (tastiere).
Chekhov Guns è la loro terza fatica. Le dodici tracce in esso contenute sono caratterizzate da avvolgenti atmosfere melanconiche abbinate ad un uso sapiente di effetti e strumenti elettronici e ad una voce sofferta e penetrante. Rispetto ai due dischi precedenti, Chekhov Guns rappresenta, a mio avviso, il disco della consacrazione: il sound è più maturo e completo con influenze che volgono lo sguardo, stavolta, anche all’altra parte dell’oceano. Ma, la cosa più importante, è che ci troviamo di fronte ad un lavoro dove la tensione emotiva non si attenua mai grazie alla presenza di almeno sei autentiche straordinarie perle di melanconica rugiada: Prison Yess, brano d’apertura del disco, sembra uscito direttamente da Ok Computer: ha un’introduzione chitarristica che sa subito entrare nella mente dell’ascoltatore, seguite dalla voce languida ed esistenziale del cantante. You Are A Movie esprime profondamente la sensibilità vocale di Looman, accompagnata dal tipico sound post-rock ricco sia di elettronica che di suoni acustici tradizionali. L’atmosfera sale di tono si fa più tirata con i successivi brani Castles e Welcome Closer grazie ad un avvolgente tappeto di chitarre distorte che evocano atmosfere oniriche sospese a metà strada tra i Mew ed i My Bloody Valentine, I Saw Her Hanging There è ricca di atmosfere psichedeliche con loops che suonano al contrario (quasi a ricordarci Revolver dei Beatles) ed effetti lo-fi su cui impera una fine trama solista di violino.
La successiva Best Laid Plan (voce e chitarra) è una bellissima perla post-rock avvolgente, romantica e nostalgica che, durante il suo breve percorso di circa un minuto e mezzo, ci traghetta verso la splendida ballata intitolata Really White Smile, uno dei brani più belli del disco che conferma, ancora una volta, tutta la loro classe e la felice vena ispirativa. Semplicemente grandi!
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18/05/2010 -
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