|
BENVENUTO SU EXTRA! MUSIC MAGAZINE - La prima rivista musicale on line, articoli, recensioni, programmazione, musicale, eventi, rock, jazz, musica live
|
|
|
|
|
|
Pantha Du Prince
Black Noise
2010
Rough Trade
di Giuseppe "Il Console"
|
|
È un caleidoscopio pieno di suoni, echi, riverberi, beat, campionamenti questo rumore nero che Pantha Du Prince, al secolo Hendrick Weber, ha confezionato con invidiabile capacità creativa. E sfugge alle etichette preconfezionate il terzo lavoro di un folletto manipolatore del suono che spazia dai gelidi arabeschi nordici, a rumorosi battiti metropolitani, passando per emozionali campionamenti ambientali ed evocative atmosfere dance. Intelligente folk-tronica-dance ambientale? Lasciamo le definizioni agli accademici e invece tuffiamoci nella ricchezza inesauribile di queste undici, lussureggianti perle.
Lay in A Shimner ci introduce lentamente a beat assassini che tagliano e cuciono una traccia con doppio gioco movimento/stasi. Abglanz è una foresta pluviale, dove sembra possibile incontrare Señor Coconut che se le suona con Plaid: un divertimento sussurrato. In The Splendour, complice Tyler Rope di LCD Soundsystem, i battiti da dance hall incrociano bassi e melodie che ci portano con il cuore alle migliori produzioni New Order, in un accenno di crescendo degno della Madchester che fu. Quindi in Stick To My Side compare la voce di Noah Lennox aka Panda Bear per catapultarci in dolci frammenti rumoristici di sottofondo e una splendida melodia che vorremmo infinita, da ballare braccia al cielo. Nella parte centrale A Nomads Retreat e Behind the Stars assestano colpi più decisi all'attitudine techno-house ed electro-kraut (voce campionata à la Kraftwerk inclusa) che pulsa nel mood dell'intero lavoro: roba probabilmente ancora più potente live. In mezzo due pezzi che sono autentici hit, a metà tra Berlin Bohème e illuminazioni à la Four Tet: Satellite Snyper, e l'incandescente Bohemian Forest. Per chiudere con un trio di tracce finali che sembra voglia portarci verso albe sconfinate, che non conosceranno tramonti, ma solo tappeti sonori degni di un Arvo Pärt in trance electronica: l'immensa Welt And Draht, l'abbozzo fumoso di Im Bann, l'epico incedere conclusivo di Es Schneit, tra echi di tintinnabulazione del maestro estone e siderali squarci dall'inverno del nostro scontento.
Questo eccelso lavoro ci sembra una scatola sonora dalla quale poter estrarre per lo meno un altrettanto ricco set di remix e versioni ulteriori: staremo a vedere se i compari del suono che gira in questo inizio di Anni Dieci si metteranno all'opera (del resto l'etichetta Rough Trade permette una contaminazione indie-tronica inedita...).
Intanto Pantha Du Prince sembra la colonna sonora adatta per queste piovose e grigie giornate di una primavera romana mancata; mentre aspettiamo la sua cangiante performance a Dissonanze 2010, il 22 maggio, subito dopo Gonjasufi e prima di Jeff Mills: ci sarà da divertirsi!
|
|
21/05/2010 -
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|
|
|
|
|
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|