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Ho avuto la fortuna di essere presente al live del 28 maggio, trasmesso in diretta da Radio Popolare al quale partecipavano, oltre ad Anzovino, Di Cioccio, Bearzatti e Fassetta. La forza con cui hanno conquistato il pubblico, con canzoni al momento quasi sconosciute, è stata straordinaria; ascoltatori sempre più coinvolti e partecipi, che a fatica hanno lasciato l’auditorium alla fine dell’esibizione. Incredibile Di Cioccio alla batteria, potente e affascinante, sprizzava musica da tutti i pori creando tra i musicisti una complicità perfetta con al centro Remo Anzovino, carismatico piccolo grande pianista. La musica è soprattutto passione e la dimostrazione è il primo trascinante brano intitolato “Igloo”, dove duettano strappando il meglio dai loro strumenti, piano e batteria. E quando si ama la musica, lei risponde e il risultato è contagioso: così in questo disco ogni brano si trasforma in un’emozione. Ogni collaborazione è un incontro d’anime, un confronto che va ben oltre la tecnica musicale. La novità di “Igloo”, terzo album di Remo Anzovino, sono appunto i duetti, ogni volta con uno strumento diverso, suonati da alcuni tra i più quotati musicisti italiani. Si susseguono così la potente batteria di Franz Di Cioccio (PFM), il delicato clarinetto di Gabriele Mirabassi, il contrabbasso di Enzo Pietropaoli, la chitarra di Bebo Ferra, il sassofono di Francesco Bearzatti e il flicorno di Luca Aquino. Oltre ai duetti troviamo brani sinfonici con orchestra e con i suoi compagni di sempre Gianni Fassetta alla fisarmonica e Marco Anzovino alle chitarre. Remo Anzovino è un moderno pianista compositore a metà strada tra il jazz moderno e la musica classica, arrivato al suo terzo lavoro dopo tanti concerti e una buona accoglienza di pubblica e critica per i lavori precedenti. La sua musica crea piccoli viaggi intorno al mondo e ci trasporta di volta in volta tra i deserti africani o gli igloo del polo, tra i vicoli romantici di un vecchio film d’amore o le corse a cavallo tra paesaggi senza fine. Difficile scegliere un brano da segnalare, tutti, ed in particolar modo i duetti, lasciano un ricordo, suscitano un’emozione. Probabilmente non è l’originalità a colpire in questo lavoro, ma sicuramente la forza, la passione e la maestria di chi suona e compone per amore. Un disco sicuramente da acquistare non solo per gli amanti della musica strumentale; fate il possibile per vederlo live, ne vale la pena!
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