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C’è veramente poco da dire quando un disco inizia con un take di dodici minuti di puro hard rock psichedelico. La materia sonora è composta in parte da chitarre, inacidite dal wah-wah, che conducono, insieme all’organo ieratico, verso meandri di pura perdizione psicotropa. L’unica cosa che si può, e si deve assolutamente, fare è arrendersi al flusso costante di questa band. I ”Samsara Blues Experiment” sono in quattro e da soli valgono un paio di orgasmi multipli, elevati all’ennesima potenza. Devono passare ben sei minuti, abbondanti, prima di sentire la voce di Christian Peters (e che voce signori), in coda il brano si trasforma in un ruggito pauroso (”Singata Mystic Queen”)!! In un attimo il volto dei S.B.E. subisce profonde trasformazioni, come sottoposto a chirurgia plastica, mostrando un lato più heavy, vicino ai Black Sabbath che incontrano i primi Fu Manchu che flirtano, a loro volta, con Jimi Hendrix (”Army Of Ignorance”). A quota tre quartetto di cavalieri scaglia un dardo mortale, che va a conficcarsi nella mente di chi ascolta: la sua forma cangiante è un caleidoscopio di colori stordente, un macigno schiacciante. L’eleganza di alcuni suoni patinati, che tanto vanno di moda nei dischi di oggi, può solo inchinarsi, o farsi fottere scegliete voi, al cospetto di tanta catastrofica potenza. Provate anche solo ad avvicinarvi a “Center Of The Sun” e capirete cosa significa sfidare le temperature del sole, i danni saranno irreversibili, e poi la rimetterete su ancora e ancora, fino a farvi consumare! L’unico momento riflessivo è rappresentato da “Wheel Of Life”, ballata acustica fatta di chitarre sovraincise, che s’inseguono in arpeggi sognanti, un ibrido fra “Fluff” dei Sabbath e “Space Cadet” dei Kyuss. Quasi mezz’ora per la traccia finale “Double Freedom”, summa di quanto appena detto, dilatata, nel tempo e nello spazio, rappresenta il sound di un buco nero capace di risucchiare la vita del cosmo. Una volta afferrati dalla sua energia distruttiva è impossibile tornare indietro. Le chitarre corrodono come acqua che scorre incessante, la sezione ritmica è il propulsore mantrico di questa astronave lanciata verso traiettorie interstellari, molto vicine al sole, la temperatura di questa traccia fonderebbe anche il più gelido di voi. In mezzo a tutto questo troverete lo spirito guida dei Pink Floyd che, come padri capaci di educare, impartiscono le direttive in un’opera fra le più importanti prodotte quest’anno. Disco IMMENSO!!
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