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Sono giusto passati dieci anni dalle scorrazzate con i capelli tinti di rosso sulla “50 Special” con gli amici freschi dalle scuole superiori, ma ancora oggi Cesare Cremonini sembra correre più veloce che mai! Parcheggiato il suo bolide è arrivato il momento di un primo bilancio discografico semplicemente battezzato 1999 – 2010 The Greatest Hits.
Giusto un decennio di una carriera evolutasi in costante ascesa e particolarmente prosperosa di idee (5 dischi in totale) e di sviluppo di una maturità e originalità dei testi ma anche del prodotto musicale inteso a 360 gradi, come live, video, promozione, che da sempre contraddistinguono la produzione di Cesare e all’inizio dei Lunapop, scioltisi dopo due anni circa, tra freschezza, allegria, riflessione, poesia, orecchiabilità ma anche impegno, riflessione e assolutamente autorevolezza, andatasi man mano sempre più affermandosi. Ed è stato forse proprio questo il pezzo forte del giovane cantante bolognese: accompagnare il suo sviluppo personale con quello lavorativo, crescere insieme e attraverso la sua musica, vivendo al massimo ogni momento nel giusto modo e nelle giuste vesti, con l’intelligenza di passare oltre quando era necessario, facendo il ragazzino quando era giusto fare il ragazzino, portandosi con se le tematiche e problematiche tipiche e comuni ai suoi coetanei e l’adulto quando è diventato adulto, prima affacciandosi dalla finestra e guardando il mondo dei grandi da fuori e pian piano, diventando parte di esso stesso uscendo definitivamente allo scoperto armato di una forte personalità e creatività, voltando pagina alla musica italiana con uno scrivere degno di essere chiamato tale, abbracciando il letterario, la poesia, scoprendone la latitudine meno esplorata al giorno d’oggi dai più, che lo pone senza dubbio tra i cantautori italiani a tutti gli effetti. Un album di ricordi e fotografie quindi che ci sviluppa un percorso diviso in due cd per un totale di 24 canzoni, nel quale correre piacevolmente tra pezzi iniziali di chi poteva sembrare un semplice sognatore, ma anche attraverso l’intimo e progressivo crescere personale del cantante, dall’adolescente di Un giorno migliore, Vorrei, passando da quelli più intimi e impegnati, timbri di una rabbia e contestazione post-adolescenziale come l’autobiografica Padremadre, nel quale il cantante sperimenta e dimostra abilmente le sue doti come cantautore e fino ad arrivare all’uomo di oggi, all’affermazione avvenuta con l’ultimo disco di inediti, Il primo bacio sulla Luna, con pezzi quale Figlio di un Re e che punta oggi su una maggiore consapevolezza, esperienza e che si avvale piacevolmente delle sue prime collaborazioni, quali Jovanotti coautore di Mondo e Malika Ayane nel secondo inedito, Hello.
Due ore circa di piacevole ascolto tra tormentoni da cantare di un fiato, ma anche belle poesie e testi da sfogliare attentamente, per scoprire ed apprezzare un cantautorato italiano giovane che si apre a una nuova era, autorevole e tutt’oggi esistente, per passare attraverso un decennio trascorso forse troppo velocemente con i suoi piccoli ricordi e per leggere le tappe di una bella storia di un giovane diventato “grande”.
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