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Introdotto dai suoni di marcette sconclusionate e di innocue sigle televisive di origine controllata, il grindcore dei Buffalo Grillz esplode in tutta la sua micidiale veemenza e ci regala ben diciassette brani di assoluto fragore!
I Bufali sono insieme dal 2008 e sono in realtà un supergruppo formatosi all’interno dell’area grind grazie all’incontro delle menti malate di Enrico Giannone, indemoniato vocalist degli Undertakers, di Cinghio, chitarrista degli Orange Man Theory, di Gux, bassista dei Tsubo e di Mastino, il cattivissimo batterista dei Dr.Gore. La band è originaria di Hell Pazo, una località vicino Roma, e prende il nome dalla ben nota catena americana di Steak House. A prima vista infatti i quattro non hanno l’aspetto di delicati e sensibili vegetariani che sventolano la bandiera del politically correct, ma di appassionati divoratori di bistecche dai denti affilati, pronti ad avventarsi su chiunque gli capiti a tiro, in modo particolare quando entrano in possesso dei loro strumenti di morte! Non lasciatevi ingannare dai jingle che introducono i brani... La musica dei Buffalo Grillz è quanto mai violenta e aggressiva, e non lascia spazio a compromessi! Da piccoli i quattro non ascoltavano né i Beatles né i Rolling Stones, ma i Napalm Death e gli Asesino, e sono cresciuti con un solo obiettivo da raggiungere: diffondere il Credo di una musica che fosse veloce e forte, che non prevedesse inutili sfaccettature e variazioni ritmiche.
Questo Grind Canyon è un pugno nello stomaco, questo disco parla in modo chiaro, diretto ed inequivocabile a chi ascolta, è il regno del frastuono, è risultato di animosità ribelle, sudore e viscere. Non si percepiscono testi che siano minimamente riconoscibili nelle canzoni, quello che ascoltiamo è il prodotto delle insane malformazioni dell’ugola estrema di Enrico Giannone, che sembra una persona amabile e cordiale nella vita di tutti i giorni, in realtà non è così. Nonostante l’assoluta mancanza di liriche, i 17 brani sono tutti dotati di un titolo, e così vengono fuori brutal songs come Cous Cous Clan, Veni Vidi Grindi, Graind Raccordo Anulare, Grind Canyon o come la fantastica The Boss Anova, che ci permettono di conoscere anche la vena ironica dei Bufali.
L’album non è per niente accessibile a tutti: a quanti credono che la musica sia intrattenimento, sia fatta di amenità e di piacevolezze che ti permettono di trascorrere ore liete in famiglia... beh, andate pure a farvi un tè con i biscottini. A tutti gli altri, mettete Grind Canyon sul vostro lettore cd, e sparate alto!
Vi segnaliamo inoltre l’uscita di New World Disagium il primo video ufficiale della band, tratto da una esecuzione live al Forte Prenestino, di Roma, durante il No Sun Festival.
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