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Lunik
Small Lights In The Dark
2010
Fod Records
di Giuseppe Celano
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I Lunik sono geograficamente molto vicini a noi, sono svizzeri, che dovrebbe essere indice di precisione, pulizia e inquadratura (musicale). In effetti i Lunik sono tutto questo. Il disco suona pulito come una superficie trattata con Mastro Lindo, prevedibile come la telefonata del tuo migliore amico il giorno del tuo compleanno, innocui come un cavalluccio marino in un acquario pieno di piranhas. La voce morbida e sensuale della cantante, Jael, scimmiotta un po’ Natalie Imbruglia. Canta anche il resto di queste cantanti simil-pop che invadono Mtv come la discesa degli Unni, dopo di loro non cresce più nulla, e l’erba te la fumi per limitare i danni. Le canzoni sono pop con la “P” minuscola, scontate nel songwriting, arrangiate e pompate da accompagnamenti che tendono a riempire la mancanze di idee originali. Se è pop melenso e leggero che cercate questo è il cd che fa per voi, "I Never Said That I Was Perfect" è sostenuta da percussioni da jazz/club, e "Falling Up” viaggia sullo stesso filo conduttore. Se cercate un guizzo, o un brivido dietro un abbellimento melodico, allora tenetevi alla larga da produzioni del genere. Note calanti, tristezza da discount, che male non fa a loro ma a noi si, e poche luci nel buio sono i tratti distintivi di un’opera che poteva osare molto di più. Il consiglio è di comprarsi un proiettore, modello Batman, per chiedere aiuto nel cielo ancora buio nonostante i tentativi di far risplendere la loro fioca luce.
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09/07/2010 -
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