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65daysofstatic
We Were Exploding Anyway
2010
Hassle
di Eugenio Vicedomini
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We Were Exploding Anyway è l’ultima fatica per la band di Sheffield capitanata da Joe Shrewsbury e segna un netto cambio di rotta rispetto ai lavori precedenti.
Dopo gli esordi profondamente influenzati dalla scena post-rock di Chicago e da band come i Tortoise, il sound dei 65daysofstatic si è progressivamente avvicinato alla musica elettronica: le chitarre elettriche vengono messe un po' da parte per fare sempre più spazio ai beat pulsanti della drum machine, ai suoni elettronici ad ai loop stralunati ed ipnotici a base di sonorità vintage. Ai controtempi delle percussioni rispondono i sintetizzatori con i loro suoni quasi ai limiti della techno in cui si avverte moltissimo l’influenza di nomi del calibro di Aphex Twin e Pan Sonic. Di We Were Exploding Anyway sorprende soprattutto l’atmosfera danzereccia. Le nove tracce contenute in questo disco sono una sequenza di brani tutti potenzialmente ballabili. Quello che colpisce è la grande abilità nel costruire ritmiche complesse che, pur se alle volte ripetitive, risultano quasi sempre coinvolgenti rimandando la nostra immaginazione ai club più cool londinesi. Il disco è stato preceduto dal singolo Weak4, una strana miscela a base di big beat alla Prodigy, di sonorità orientate alla musica club/dance dei Chemical Brothers ed, infine, di rimasugli post-rock.
Tutto il disco è travolto da pulsioni elettriche tra le quali ricordiamo la tribal techno del brano di apertura Mountainhead e del successivo Crash Tactics, il ritmo ossessivo alla Underworld di Dance Dance Dance (che non ha nulla a che vedere con le canzone dei Beach Boys). Tracce post-rock si possono trovare in pezzi quali Piano Fights e la magnifica Come To Me, con l’amico Robert Smith dei Cure alla voce. Chiudono il lavoro le atmosfere più rilassate di Debutante (bellissimo l’intro) e la conclusiva Tiger Girl, brano che inizia con un ritmo dance quasi scontato ma che, a metà pezzo, ci sorprende con un cambiamento di sound radicale grazie ad un arrangiamento di synth e chitarre decisamente psichedelico, molto vicino alla scuola Kraut-Rock tedesca per intenderci, in un magnifico crescendo finale.
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14/07/2010 -
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