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Un vero peccato che Antonio Calò, o meglio Bungaro, ormai operativo nel mondo della musica dal 1988 ancora appaia ai più, sconosciuto. A partire dalla sua ultima partecipazione al festival di Sanremo del 2004, con Guardastelle, numerosi sono stati i lavori e le collaborazioni più che altro dietro le quinte e un po in penombra, con artisti nazionali come Fiorella Mannoia, Antonella Ruggero, Ornella Vanoni, ma anche di rango internazionale come Youssou N’dour, Ian Anderson e molti altri, e gli altrettanti riconoscimenti e premi.
In una discografia italiana come quella di oggi, si sa, in crisi, forse cantanti e cantautori come Bungaro hanno poca fortuna purtroppo e si dedicano alla musica, recintandosi alla produzione per pura passione, sicuramente per un pubblico d’elite e per uditi molto sofisticati. Ma la dolcezza, il romanticismo, la bravura di questo cantautore pugliese, può raggiungere ogni orizzonte e ogni cuore con la sua limpida autorevolezza e ad abbracciare, musicalmente, più orizzonti sconfinati. Registrato tra l’Italia e il Brasile, Arte è intenso. Intenso di tutte quelle sensazioni meravigliose che di rado troviamo nella musica di oggi, dolcezza, poesia, ritmo, virtuosismi vocali, musicalità che si fonde, strumenti che sfumano in altri, testi lunghi e appassionati, sentiti e ricchi di significato, vissuti e corposi. Quattordici brani totali che possono sembrare troppi ad un primo ascolto, che lo fanno assomigliare ad un Greatest Hits per la sua ricchezza ma che si riducono poi ad un ascolto veloce, piacevole che mantiene l’attenzione sempre ben sveglia. Arte in realtà, è fondamentalmente un cofanetto di esperienze e collaborazioni fortemente volute dal cantante che ha giocato, sperimentato e tirato fuori tutta la sua sofisticatezza per un risultato che non sappiamo definire se non come magnifico e che riempie di orgoglio. Pezzi come Il Deserto, in duetto con Fiorella Mannoia, con la sua esplosione di archi, come Vestimi dii te con un testo sensualissimo, Non è tempo che passa, Dal destino infortunato (testo inedito di Sergio Endrigo, al quale Bungaro ha regalato la musica) ...prendono al cuore, non c’è niente da fare, ti incollano alle parole e senti quello scrivere poetico di una volta, senti quella nostalgia placata di immedesimarti nelle parole, nelle musiche, di fare la canzone tua. Arte è fatto anche di ritmi musicali i più disparati, tra leggeri tanghi, cha cha cha di Punti di vista, bossanove di Arte in coppia con la sinuosa Paula Morelenbaum, freschezza di Se rinasco, nostalgia di Le pagine.
Tutto suona di un antico affascinante, di penna e calamaio, di inchiostro su carta, di metafore, di un’eleganza fatta per pochi, ma buoni.
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