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Una voce soul da scoprire, una grossa lacuna per chi non l’ha mai sentita. Viene da Detroit, canta da sempre ed è arrivata al grande pubblico solo negli ultimi anni tanto che persino Obama l’ha voluta per la cerimonia di insediamento fino a diventare una delle voci più richieste negli Stati Uniti, amata dal pubblico e dai colleghi.
Con questo cd ripropone in chiave soul alcune tra le più belle canzoni rock inglesi. Un album di cover, come se ne fanno tanti oggi, ma con uno stile unico che giustifica l’operazione. Le canzoni assumono nuova vita, si nutrono delle vibrazioni soul, della potenza rock, della malinconia blues che la voce di Bettye Lavette emana con potenza rendendo ogni brano un gioiellino, unico, nuovo, personale. I grandi compositori inglesi ci sono tutti, da Paul Mc Cartney a Elton John, dai Rolling Stones agli Who, da Eric Clapton ai Pink Floyd passando dai Traffic, George Harrison e Ringo Starr. Le scelte sono personali, non è un Greatest Hits, spesso le canzoni sono poco conosciute seppur bellissime. L’atmosfera è fumosa, la voce ruvida, i ritmi lenti e sensuali. Il suo timbro ricorda molto la miglior Tina Turner, quella voce che ti graffia dentro e che sa scovare l’anima tra le righe di un testo. Particolarmente riuscite le cover di Salt Of The Earth degli Stones e di Don’t Let The Sun Go Down On Me di Elton John. Il brano dei Pink Floyd è quasi irriconoscibile nel suo scorrere lento ed impercettibile. Gli arrangiamenti sono essenziali, scarni, al servizio di una voce che da sola giustifica l’acquisto del cd.
Non aspettatevi le solite cover, sono personali, uniche, sofferte, vissute, interpretate e sicuramente amate. Esattamente quello che si dovrebbe fare quando si vuole fare una cover, farla propria, vestirla del proprio stile, sempre ammesso che uno un proprio stile ce l’abbia. Lei ne ha da vendere, la si può riconoscere alla prima nota.
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