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”What's Rattlin' On The Moon” è un album dedicato alla musica di Mike Ratledge, nome di riferimento del progressive britannico, da parte del tastierista Beppe Crovella, nome storico del progressive italico con alle spalle una lunghissima militanza nel gruppo Arti & Mestieri. L’intento è quello di rivisitare le composizioni scritte dall’ex Soft Machine dopo circa due lustri dalla pubblicazione del primo album del gruppo. Il lavoro di Ratledge (nella carriera con i Soft Machine e, in seguito, da solista) è caratterizzato dalla capacità di mettere in connessione ambiti musicali distanti o contigui, esplorando ed andando al di la dei limiti di ogni genere musicale universalmente noto: pop, rock, jazz, avanguardia, minimalismo. Crovella in questo progetto si muove con profondo rispetto ma con un istinto pionieristico e quanto mai avventuroso: come al comando di una navicella composta interamente da tastiere vintage, percorre un viaggio fuori dallo spazio e dal tempo destrutturando i classici di Mike e dei Soft Machine in piccole particelle per poi ricomporle liberamente. Il lavoro finale è per palati fini: ricercato godibilissimo con ricco di atmosfere fortemente evocative e cariche di pathos. Il progetto si compone di tre parti ben distinte: la prima è una sorta di lunga suite ottenuta da Crovella assemblando e rivestendo i grandi classici ratledgeiani con un arrangiamento a base di sole tastiere vintage come mellotron, Wurlitzer, Hammond, Fender Rhodes, Farfisa, Hohner Clavinet D6 e quant’altro. L’artista ci tiene, anzi, a sottolineare che non stato impiegato nessun tipo di sintetizzatore/tastiera digitale. Il risultato sonoro è notevole: “As If” e “Hibou, Anemone And Bear” sono una rappresentazione di questo stato di cose e si sviluppano su dei tappeti su cui si intrecciato dei magici accordi ricchi di influenze jazz. A questa prima parte composta di dieci capitoli, se ne aggiungono altre due con composizioni originali di Beppe ma con chiari riferimenti alla musica di Ratledge. La prima intitolata ”Before The Moon”, riguardante la genesi del progetto, la seconda, realizzata successivamente, è intitolata ”After The Moon” ed è dedicata ai due Soft Machine scomparsi Elton Dean e Hugh Hopper. Cover, retrospettiva o tributo? Secondo me nulla di tutto questo: non è un divertissement, non è un esercizio di stile, non è una operazione nostalgia e non è neppure un tributo alla memoria. È bensì una missione: quella di rigenerare, senza snaturarla, la musica che, a cavallo tra la fine degli anni sessanta e l’inizio degli anni settanta, fece divampare la scena prog - sperimentale britannica settando nuovi standard musicali per gli anni a venire a beneficio delle menti più ricettive.
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