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“An Open Letter To The Scene” è un disco ricco di spunti emozionali e, chiaramente, di vita vissuta. Walter Schreifels, leggenda dell'hardcore con gruppi come Gorilla Biscuits, Youth Of Today, ha da sempre cambiato varie band e anche lui ironizza sul suo 'problema' di saper rimanere in una band basti ricordare i Quicksand, i Rival Schools e i Walking Concert. Scherifels si è completamente spogliato dei suoi vecchi panni e, in questo suo primo progetto solista, firmato a suo nome, dimostra comunque che non era solo il puro hardcore style che risiedeva al di sotto della sua pelle, ma anche una cantautorialità, di gusto tipicamente americano, che emerge chiaramente dalle prime note di “Arthur Lee's Lullaby” e “She is to me”, i due brani che aprono questo suo album di 'esordio'. La dichiarazione di intenti di Schreifels sta anche nella scelta della cover di “Society Suckers” degli Agnostic Front, come a dire che l'hardcore è sempre là, ma è diventato qualcosa di diverso che Schreifels riesce ad esprimere in maniera completamente trasmutata. C'è molta vita vissuta in questi giri di chitarra e nelle storie che questo artista ci vuole raccontare attraverso le parole e la musica, chiaramente “An Open Letter To The Scene” è il “suo” viaggio personale attraverso la stessa vita, le influenze, i cambiamenti, i moti dell'anima e le esperienze di tutti i giorni che filtrano in un linguaggio nuovo al suo pubblico, ma non a lui. Schreifels afferma che ha sempre saputo di avere delle canzoni dentro di se che non aveva mai tirato fuori ed ora, evidentemente, è arrivato il momento di farlo. Non a caso nell'album c'è anche un'altra auto cover, quella di “Don't Gotta Prove It”, canzone che suonava con i CIV, come a dimostrare che, anche quei sentimenti, espressi in maniera diversa, diventano qualcos'altro e che l'hardcore è stata sì la sua strada, ma che ormai ha lasciato alle sue spalle per una nuova via. Una confessione quella di Schreifels; possiamo vedere “An Open Letter To The Scene” come un fare capolino, da parte dell'artista, una volta denudato completamente della sua vecchia pelle, su una serie di istanze interiori e sulla scena che dovrà ri-accoglierlo. Ora, con il suo vero volto, si presenta nuovamente al pubblico tirando fuori ciò che ha dentro e che, forse, in molti, non si sarebbero aspettati. Messe queste basi, può cominciare una nuova via che includa tanto la vita quando la sua nuova ragione artistica, esprimersi con nuova consapevolezza e, da questo primo ascolto, si può sicuramente affermare, che lo farà in maniera egregia.
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