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Holy Fuck
Latin
2010
XL Recordings
di Andrea Belcastro
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E’ sempre difficile esprimere o descrivere con sufficiente esaustività le emozioni e, soprattutto, le sensazioni che si provano ascoltando un disco di musica strumentale. Ciò viene acuito quando si ha di fronte un album post-rock (!?) così fortemente impregnato di sperimentazione elettronica-dance, ovvero quello fornitoci dalla sempre più vivace band canadese.
Dopo il pregevole LP (dal quale rammentiamo, con estremo piacere, la bellissima Lovely Allen) era lecito aspettarsi un doveroso upgrade qualitativo da parte degli Holy Fuck, e le attese sono state tutte, completamente, confermate; perché si, Latin è un disco eccellente. Dieci tracce che scivolano via che è un piacere tante sono le felici intuizioni musicali, ritmiche e melodiche, che ne fanno da struttura portante minuto dopo minuto, beat dopo beat. Un viaggio che parte a mille con l’incessante up & down del basso di Red Lights (tanta roba anni ’80 qua dentro) disponendo con cristallina nitidezza le carte in tavola dopo l’atmosferica intro di MD. Il drum’n’bass è sovrano assoluto li dove le tastiere di Brian Borcherdt e Graham Walsh sono i vassalli di corte, necessari affinché il regno funzioni a dovere. Eccome se funziona. E quando si tratta di disegnare atmosfere che esulino dal puro gioco ritmico, la sensazione è quella forte, fortissima, di avere di fronte l’evoluzione suprema degli Air. Un azzardo darwiniano suffragato dal poliedrico set di colori sonori sfornato dai ragazzi di Toronto. E i dj di mezzo mondo saranno d’accordo di fronte a tanta grazia quando faranno una gran porca figura inondando i loro set con la magnificenza electro-dance di SHT MTN. E poi come non impazzire ancora con la velocità esplosiva di Stilettos o l’esaltante crescendo finale di Lucky? Talmente tanta carne al fuoco che l’episodio meno avvincente e convincente è paradossalmente proprio il primo singolo estratto: il grooveiglio-dance Latin America.
Difetti? Va bene, ok, qualche parte magari è più lunga del necessario e forse dopo sette-otto ascolti di fila incomincerete a non poterne più. Ma se volete un disco fresco, frenetico e divertente, è qui che dovrete rivolgere la vostra attenzione.
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06/08/2010 -
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