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Il cadenzato tocco di una campana che batte in apertura di un disco è una cosa che mi preoccupa, molto, in positivo naturalmente. L’ho già sentito parecchie volte, molte delle quali si sono rivelate aperture di grandi dischi. Continuando ad ascoltare l’opener di “Never Pet A Burning Dog” qualcosa muta, sensibilmente. Le voci sono una nenia, l’ossessivo battere di una bacchetta sul ride insieme al basso nervoso introducono il suono della chitarra, snervante e ricca di wah-wah. Bene, anche meglio di ciò che avevo immaginato! Mentre giro il disco per osservare il retro ecco svelato l’arcano, la band è sotto l’ala protettrice della Moonjune Records, ecco quel che si dice un nome una garanzia. Dissonanze elettriche, su base free jazz (Aeon), contorni fusion (Laughter) bastano a far comprendere lo spessore di un disco cosi ben suonato da lasciare ammaliati. Le tracce sono state registrate live in studio, insomma presa diretta e via. Procedono spedite su estremismi tecnici e intrecci strutturali imponenti. Le chitarre sono lasciate libere di volare alto, senza le costrizioni del song-like format. L’apparente caos infernale, in cui, la sezione ritmica, sprofonda l’ascoltare, è solo una patina ben congeniata dentro la quale le vostre orecchie potranno spaziare fra le varie sensazioni rilasciate da questo lavoro (”Over Birkerot”). Tony Bianco si occupa delle pelli, Alwex Macguire, che sembra un nome perfetto per un film con Tom Cruise, gestisce chitarre, fender rhodes, piano, mellotron, organo e chissà quali altri diavolerie elettroniche. Michael Deville è l’altra chitarra/organo della band che, per due brani, si concede il lusso di un singer. Richard Sinclair, in “Passing Cloud”, gioca su saliscendi vocali molto interessanti. La sua voce è calda e suadente, vibra su falsetti delicati. “Sea” parte dalla confusione, creata dal piano ansiogeno, la batteria detta i ritmi, liberi da incatenamenti, mentre le chitarre giocano su armoniche incastrate fra gli accordi martellanti del piano. In “Cosmic Sugery” l’ombra imponente dei re cremisi si fa legge da sola, la band fila via su cambi ritmici importanti, dialoghi strettissimi fra chitarre e basso la fanno da padrone in questo brano dall’anima più prettamente rock. Serve sapere altro? Non credo proprio. Fuori i contanti, questa non è una rapina ma un regalo che vi state facendo!!
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