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Si intitola Tomorrow Morning il nuovo lavoro degli Eels, band losangelina capitanata dal genio e dalle inquietudini di Mark Everett. Il disco in questione è il nono album del gruppo e va a concludere, in poco più di un anno, una trilogia iniziata con Hombre Lobo (giugno 2009) e proseguita con End Times (gennaio 2010) dall'abisso del quale quest'ultimo lavoro rappresenterebbe una sorta di rinascita spirituale. Tomorrow Morning è stato prodotto dalla EWorks (l’etichetta creata dallo stesso Everett) e si compone di quattordici brani e tre diverse versioni: una standard su CD, una deluxe con EP allegato contenente quattro tracce inedite (Swimming Lesson, St. Elizabeth Story, Let’s Ruin Julie’s Birthday e For You) ed infine, per i feticisti, una versione in vinile sempre con EP a base di bonus tracks.
Rispetto ai due lavori precedenti, si intravede un pò di ottimismo con tematiche meno cerebrali ed arrangiamenti sempre più minimalisti. Il sound è pieno ed intenso come un pastello espressionista ed il risultato è un disco più luminoso. Per l’occasione, Mark Everett recupera il lato degli Eels più incline alle manipolazioni (quello di cui si sentiva maggiormente la mancanza negli ultimi lavori) con l’inserimento di effetti elettronici, campionamenti e drum machine. Da notare anche la presenza di delicati archi a cura della Tomorrow Morning Orchestra. Nonostante a tratti mostri qualche fase di stanca, forse dovuta alla iper produzione di quest’ultimo breve periodo, Tomorrow Morning è album di buon livello e testimonia, ancora una volta, che la parabola di Mr. Everett non ha ancora imboccato la china discendente. Basti ascoltare e lasciarsi trasportare dal melanconico incedere in tre tempi della meravigliosa ballata di Oh So Lovely per capire che gli Eels sono una delle band più importanti di quest’ultimo ventennio. Le 14 tracce contenute in questo disco toccano molti dei canoni stilistici della band americana (indie, blues e acoustic rock) arricchiti, stavolta, con delle spruzzate pop (come, ad esempio, nel brano Mystery Of Life) che contribuiscono a rendere gradevole il risultato finale. Si comincia con la breve suite strumentale di In Gratiitude For This Magnificent Day con un loop ipnotico ricco di effetti elettronici con tanti ringraziamenti alle pasticche colorate Made in Frisco. La successiva I’m A Hummingbird è un pezzo che sembra uscito dall’ultimo lavoro di Peter Gabriel con un’interpretazione vocale decisamente ispirata ed un arrangiamento orchestrale molto ben congegnato che s’intensifica in un crescendo quasi etereo. The Morning è uno splendido acquarello carico di speranza che in soli 45 secondi di durata genera uno tra gli episodi meglio riusciti dell’album. Si passa, quindi, per la hit single di Spectacular Girl, brano pop perfetto come apripista del disco: semplice ed efficace in cui si alternano l’incedere di una drum machine rudimentale e gli stacchi orchestrali con un ritornello che non può fare a meno di entrarti in testa. Si avverte un certo calo di tensione con l’incerto sapore funk di My Baby Loves Me, l’inutile momento gospel di Looking Up (meglio riascoltare Aretha!), il trascurabilissimo The Man ed, infine, la minestra riscaldata di This Is Where It Gets Good, una supercapsula prematurata a metà strada tra Beck e Bono Vox.
Nonostante tutto, l’opera complessiva non sembra risentirne più di tanto. Sicuramente non siamo ai picchi toccati da Beautiful Freak e da Blinking Lights And Other Revelations ma Tomorrow Morning è comunque un disco capace di catturare l’attenzione anche dell’ascoltatore più distratto e di stupirci, ancora una volta, con la dolcezza di canzoni come That's Not Her Way, una sorta di Love Minus Zero, No Limit del terzo millennio, ed, infine, di avvolgerci con la semplicità e l’immediatezza di una ballata acustica come I Like The Way This Is Going, forse il pezzo più autobiografico dell’intero album in cui Mr. Everett fa un esame di coscienza su pregi e difetti del suo essere.
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