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Dopo quasi trent’anni dalla formazione del suo gruppo, Tav Falco torna con i suoi Panther Burns, ad affrontare la musica del 2010 con grande stile.
Le sonorità soft ed avvolgenti di Ballad Of The Rue De La Lune aprono questo lavoro da professionisti, facendoci immergere in un’atmosfera rilassante e misteriosa che si cospargerà per tutte le tracks del disco. Inevitabile il richiamo delle sue canzoni, allo stile e alla voce, per certi versi, di Leonard Cohen e Tom Waits. Che siano influenze, rifacimenti o solo puro caso, Tav Falco ha sicuramente creato e riproposto, già dalle prime tracce dell’album, uno stile accattivante, misterioso e che suscita nell’ascoltatore il desiderio di seguirlo sino alla traccia conclusiva dell’album. L’apertura cambia registro con Administrator Blues che, tra la chitarra elettrica graffiante e la voce, a tratti tenebrosa e qualche volta country-americana di Tav, sfocia in un blues energico che segna il vero inizio del disco. Tra influenze jazz, blues e country, Tav Falco in Conjurations non si fa mancare davvero nulla, nemmeno il tango passionale che apre le danze con Tango Fatale. È questa la vera anima dell’album che dà prova del calore latino del cantante. Fisarmoniche nostalgiche unite a ritmate ed incalzanti batterie, sono i saggi strumenti che offrono lo spettacolo divino e passionale del tango di Tav Falco & Panther Burns che ritroveremo anche in Budapest. È , questo, un pezzo ben misurato tra i suoni e la metrica. Se vi venisse di ascoltare questo brano ad occhi chiusi, il rimando è inevitabile: un campo deserto in pieno stile western che accoglie due pistoleri alle prese con la concentrazione del loro duello che si concretizzerà da lì a qualche secondo. Il tango che si snoda tra i versi di Secret Rendes-Vous ha quel quid in più che dona molta più sensualità all’album. Tav Falco è riuscito, nel suo Conjurations ad essere musicalmente eclettico. Abbandonate le sonorità tanghere, oltre la metà dell’album, riparte alla ricerca di ritmi ormai quasi in disuso: il valzer di Garden In Medicis che, in pochi secondi, spicca grazie alla batteria di Miss. Giovanna Pizzorno e la chitarra di Grégoire Cat. Il basso di Laurent Lo avrà il suo momento di gloria in Lady From Shangay, un brano tutto sperimentale che, ai bassi tenebrosi, unisce percussioni cavernicole e magiche e chitarre accompagnatrici. Dopo blues, jazz, tango, valzer, non poteva mancare il rock, quello anni ’70, offertoci nel piacevole ascolto di Gentleman In Black.
Nella conclusione, il cerchio si chiude e la linea curva si ricompone unendosi alle sonorità iniziali, simile alle finali, quelle avvolgenti e vellutate di Conjuntion Of Masques.
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