|
BENVENUTO SU EXTRA! MUSIC MAGAZINE - La prima rivista musicale on line, articoli, recensioni, programmazione, musicale, eventi, rock, jazz, musica live
|
|
|
|
|
|
Ramesses
Take The Curse
2010
Ritual Productions/Goodfellas
di Giuseppe Celano
|
|
Non so perché continuo a sbagliare vergognosamente il moniker di questa band, forse mi ricorda quello del faraone Ramsete II. I Ramesess fanno parte delle nuove leve dei manipolatori del metallo pesante. Il loro suono è lento e slabbrato, ricco di riverberi e distorsioni, filtrate da una serie di effetti per chitarra che stordirebbero anche un mammut. È “Iron Crow” ad aprire le danze (funebri) di questa band granitica. La voce è cavernosa e belluina, sembra risalire da una serie di cunicoli provenienti direttamente dalla sinistra del signore del male. Le cose non mutano con la traccia successiva, pianti disperati e lamenti sono sovrastati da chitarre che affondano i loro pesanti colpi, assestati con una lenta ferocia (”Terrasaw”). È un suono stordente fatto di scorie radioattive, simili a quelle presenti in uno scenario postbellico (”Black Hashes Mass”). E ancora il doom che incontra lo sludge più lacerante. Dopo solo tre brani il senso di soffocamento è insopportabile, si ha voglia di uscire per respirare aria pulita, ma il fascino della band t'inchiodale le cuffie ai padiglioni auricolari. Se aveste bisogno di punti di riferimento un nome tutelare, su tutti, farà luce su tutto questa oscurità: Electric Wizard. Il debito con la band madre, da cui due dei componenti sono fuggiti, aleggia in modo sinistro, dettando gli stilemi su cui la nuova creatura si dimena indomabile. Muoversi in questo grandguignolesco universo, fatto di rituali magici, di occultismo, che la band non ha nessuna vergogna a mostrare, è come nuotare nelle sabbie mobili. L'unica via d'uscita è rimanere immobili, come lo stesso suono della band che pesca a piene mani dai riff sabbatiani (”Baptism Of The Walking Dead” su tutti) plasmandoli in base alle proprie necessità. La coerenza di una band no-compromise può essere scambiata, a volte a ragione, con l'immobilità del songwriting che nulla di nuovo aggiunge ad un genere che ormai ha detto quasi tutto (”Another Skeleton”). La band però è solida ed onesta, un faro nel gramo panorama odierno. Buona la prova del singer che alterna growl a parti pulite che richiamano atmosfere alla Corrosion Of Conformity e Down. Plumbei e solidi, come cemento a presa rapida, i Ramesses sfornano un monolite nero impenetrabile. Esame superato brillantemente.
|
|
26/09/2010 -
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|
|
|
|
|
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|