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Midlake
The Courage Of Others
2010
V2
di Marco Jeannin
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Per chi non lo sapesse, i Midlake hanno mosso i primi passi nel lontano 1999. Cinque ragazzi texani accomunati dalla passione per il jazz che non disdegnano l’indie-folk e mettono in piedi un progetto dalle buone potenzialità. L’esordio datato 2004, Bamnan And Slivercork, ottiene sulla distanza ottimi riscontri e inizia a far circolare il nome della band nel mondo Indie, un mondo decisamente eterogeneo dove, tanto per dire, si rischia di incontrare dal post punk più incallito all’amante dell’elettronica viscerale. In questo contesto si inseriscono i Midlake, con un sound notevolmente vintage, più Folk che Indie e con qualche traccia Progressive che autorizza la critica a chiamare in causa Crosby Stills & Nash e gli America come termine di paragone. Due anni dopo esce The Trials Of Van Occupanther e qui la band fa il primo salto di qualità. Arrivano singoli più diretti come Head Home e Roscoe che permettono all’album di conquistare una nuova infornata di ascoltatori. La formula è sempre la stessa: atmosfere anni Settanta e sound soffice dato dagli strepitosi impasti vocali uniti ad armonie semplici ma arrangiate in modo certosino. La band se ne va in tour per mezzo mondo, toccando anche l’Italia con un concerto a Milano molto bello ma ahimè, per pochissimi intimi.
Da allora sono passati quattro anni e oggi i Midlake tornano in pista con il loro terzo lavoro, The Courage Of Others, in cerca della definitiva consacrazione. Il disco esce a febbraio 2010 e in pochi mesi guadagna la copertina delle riviste di mezzo mondo, allargando ulteriormente lo spettro d’azione e permettendo così alla band di intraprendere un tour sotto tutta un’altra luce. I Midlake sono diventati grandi e lo dimostrano con un album completo sotto ogni aspetto, dalla composizione al songwriting: undici perle Indie Folk venate ancor di più di Progressive (soprattutto per quanto riguarda la sezione ritmica) che permettono alla band di scrollarsi di dosso anche i più ingombranti termini di paragone (chi parlava di Radiohead, i già citati CS&N, Jethro Tull) per diventare finalmente un punto di riferimento. Partendo dalla track d’apertura, Acts Of Man, e scorrendo la scaletta fino all’ultima In The Ground, la sensazione è di trovarsi di fronte ad un album compiuto, maturo, ricco di dettagli e dalla forte carica emotiva. Un intreccio estremamente malinconico di armonie vocali e strumentali che attraversano interamente quello che non è a conti fatti un vero e proprio concept, ma che risplende di una fortissima personalità e coesione. Inoltre, fuori dai denti, è un gran bel ascoltare. Su tutti vanno segnalati almeno quattro pezzi: la già citata Acts Of Man, Core Of nature, Children Of The Ground e la titletrack The Courage Of Others messa quasi in chiusura a fare da epilogo.
Senza ombra di dubbio ci troviamo di fronte ad uno degli episodi migliori che il 2010 musicale ci ha regalato fino ad ora. Le istruzioni per l’uso prevedono un discreto periodo di assimilazione per capire al meglio la profondità di un disco come questo, ma trattasi questa di un'avvertenza tipica dei grandi album.
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30/09/2010 -
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
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