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Era prevista per il 28 settembre scorso l’uscita della versione rimasterizzata di Faith di George Michael, ma “incidenti” di percorso che ormai tutti conosciamo, hanno fatto sì che la cosa sia slittata al 14 gennaio 2011. Ma proviamo a ricordare la storia di questo importante album, perché merita questa ristampa e perché George Michael è tuttora George Michael.
George Michael una volta separatosi dall’ex compagno di scuola Andrew dagli Wham! nel 1986 capì che era giunto il momento di passare dal ragazzino stile angioletto di Careless Whisper, dal teppistello di Bad Boys a uomo. Questa linea sottile fu battezzata Faith. Già affermatosi dai suoi esordi come abile cantautore e premiato anche da Mr. Elton John nel 1985 come migliore songwriter della sua generazione, Georgious Kiryacos Panayiotou (suo vero nome greco), arrangia, produce e scrive l’intero album tra Londra e Copenaghen. Non si sa se molti dei pezzi fossero già in cantiere all’epoca degli Wham!, ma è probabile che la scelta fosse stata lungamente ponderata già da quegli anni, quando i panni dell’ex Wham! e qualche rallentamento di Andrew cominciavano a stargli scomodi. Molte erano le perplessità riguardo l’impatto col pubblico di questo cambiamento e il suo risultato. Si pensava che, come poi la storia delle boyband americane e anglosassoni negli anni ’90 ci ha insegnato, i fans degli Wham! sarebbero rimasti troppo incollati alla figura del George leader di un duo tutto cuoricini e poster sui muri delle teenager di mezzo mondo e per questo si sarebbero sentiti in qualche modo traditi da tale sbalzo. Ma il George Michael 27enne di allora credeva in questo progetto e convinto fece il passo. Negli anni successivi mai rinnegò gli onori e gli insegnamenti regalatigli dagli Wham!, ma la scelta della carriera solista e il progetto di Faith sono sempre stati definiti indirettamente dal cantante come una sorta di scelta dovuta e forzata, presa come a malincuore in fondo, per il bene e il progredire della sua carriera musicale. Per George Michael gli Wham! avevano già dato tutto al 1986 insomma, ed erano un bel libro da chiudere prima che si stropicciasse troppo. E tutt’oggi rimane di questa idea.
Faith uscì ufficialmente nel novembre 1987 in tutto il mondo. L’omonimo singolo che apre la tracklist (la fede) è anche uno dei cinque elementi più importanti nella vita del cantante in quel periodo, che vengono raffigurati sulla copertina ad opera di Russell Young insieme alla musica, il denaro, l’amore e la religione, e tra tutte le tracce, fu quella che meglio lanciò il nuovo George Michael versione macho, sexy e sciupafemmine, con occhialoni, giubbotto di pelle, barbetta trasandata ma non troppo, bastardo ma tenero e maturo. Un’immagine forte, nuova, costosa ma una vera e propria macchina da soldi per la Sony, all’epoca ancora sua fedele casa discografica. In numerose interviste George Michael ha ribadito che non aveva idea dell’impatto che potesse comportare quel sculettare nel video... ma chi ci crede? Abile manager di sè stesso, almeno in quegli anni, e il disco scatta ai vertici delle classifiche di mezzo mondo, portandogli soddisfazioni economiche e successi pazzeschi in breve tempo e approdando là dove con gli Wham! era giunto con passi felpati, da toccata e fuga.
Undici pezzi, 7 singoli lanciati. Il più discusso - inevitabile parlarne - I Want Your Sex, uscito nel giugno del 1987. Pezzo entrato nella storia della musica per le numerose contestazioni sul reale obiettivo e significato del testo che, detto dal cantante, voleva semplicemente essere un avviare e un sensibilizzare i giovani alla contraccezione nell’era nella quale l’AIDS mieteva vittime in Europa. Tuttavia, nonostante le numerose spiegazioni ancora oggi insufficienti sulle intenzioni, il video di I Want Your Sex cadde nell’oblio dei clip censurati per le esplicite immagini e per questo Michael venne definito come la sorta di alter ego maschile di Madonna - all’epoca l’unica che, appunto insieme a George, negli anni ’80 associava la parola e il mondo della fede con “sesso”, nelle immagini e nelle parole, anche se un mare divideva ciò che poi portò la Lady Ciccone alla scomunica da parte del Papa da un banale “I want your sex, I want your love”. Ma anche quello aiutò a fomentare quell’immagine che da angioletto perbenista, si trasformava in quella maniaca Father Figure del gennaio 1988... ulteriore singolo estratto dall’album, tra sensualità sempre presente e latente, un velo di mistero, e la contrapposta dolcezza e romanticismo delle parole. Una ballad - ma di quelle che a lui escono davvero bene - One More Try - non poteva mancare, insieme a Monkey e Kissing A Fool, continuando la scia del successo e conquistando come i precedenti singoli posizioni un po' oscillanti nelle Top Ten italiane ed inglesi. Generosissime invece le chart americane che gli hanno sempre riservato un posto sul podio (sarà per questo che, nel 2008, nelle date statunitensi del 25Live Tour, George Michael dedicherà ampio spazio nella setlist ai pezzi di Faith), portando George ad essere il primo cantante bianco che in quei 10 anni conquistava la #1 nella American Black Albums Chart, il Grammy Award come miglior album, artista R&B dell’anno, 5 dischi di Platino nel Regno Unito e altrettanti in Australia e ... chi più ne ha più ne metta. Le soddisfazioni, per quello che anni dopo diventerà l’elegante Mr George Michael, da lì non hanno fatto altro che susseguirsi con il Faith Tour mondiale, i primi gossip amorosi, le invasioni private, i primi turbamenti sessuali e non, le prime pagine sui giornali, tra collaborazioni, fama, miliardi e una macchina di nome George Michael da tener su.
Rieccoci nel Nuovo Millennio, nel quale Faith oggi risulta essere ancora uno dei dischi più venduti negli Stati Uniti con le sue 10 milioni di copie, e viene rispolverato negli anni in cui il silenzio musicale mondiale incombe, vittima della tecnologia e delle poche idee, soprattutto nella carriera di George, vestendolo del tipico cofanetto elegante che va ad aggiungersi ai numerosi di grandi artisti dello stesso calibro, come riempitempo. Conterrà la versione rimasterizzata del cd, per chi è rimasto un po' indietro pezzi comunque non inediti ma sparsi nella discografia come b-sides, come Love Is Need Of Love Today, I Believe When I Fall In Love, e altri remix quali Monkey e I Want Your Sex; un DVD contente un’intervista a Channel 4 dell’87, un booklet con tanto di riproduzione del vinile, pass e biglietti del tour e altri memorabilia (quest’ultime però, esclusività riservata solo della Deluxe Edition). Pane per i denti dei collezionisti senza dubbio, ma più che altro una delusione per chi aspettava qualcosa di nuovo dopo l’ultimo album di inediti Patience, ormai risalente al 2004. Prenotabile per il momento solo dal sito ufficiale del cantante e altri siti on line, è comunque disponibile a cifre piuttosto altine in 3 versioni totali. Seguiranno, secondo qualche voce di corridoio, gli altri due cavalli di battaglia della carriera solista Listen Without Prejudice e Older.
Questo per augurarsi che questa sorta di celebrazione possa essere un nuovo punto di partenza, un ricominciare, per ricordare e ricordargli che gli incidenti di percorso possono anche capitare, ma quel George Michael di Faith c’è ancora e sarà “freedom” tra solo una settimana!
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