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Manuok
The Old Horse
2010
Macaco Records/Audioglobe
di Stefano Torrese
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Scott Mercado, aka Manuok, è un poli-strumentista californiano che ha collaborato in studio e dal vivo a progetti decisamente interessanti come i The Album Leaf e i Black Heart Procession. Le atmosfere dei suoi dischi da solista non si distaccano molto dai gruppi nei quali ha collaborato, ma le ambientazioni 'dark' si trasformano in melodie più fluide e più vicine alle sperimentazioni compositive di Jim 'O Rourke.
The Old Horse, il terzo album di Manuok, è un disco estremamente coraggioso sia per la tematica affrontata che per il metodo d'esecuzione; è, infatti, interamente scritto e suonato dallo stesso Scott. Essenzialmente diverso dai due precedenti dischi solisti (Manuok del 2005 e No End To Limitations del 2008) che affrontavano sonorità più ricercate, di chiara ispirazione post-rock. Il cantautore californiano abbandona, con Old Horse, le sonorità alla Radiohead per dare spazio ad un alternative folk decisamente più originale che riprende la scia dell'altro fenomeno californiano degli ultimi anni: Owen Ashworth, in arte Casiotone For The Painfully Alone. Le melodie dell'album sono quasi sempre scandite da una chitarra acustica ad eccezione del pezzo d'apertura Cold Winter. The Lion's Share e Send Out non sono meno coinvolgenti delle cantilene di Elliot Smith mentre The Right Horse e The Old Horse rimandano alle litanie di Anthony And The Johnsons. Difficile non emozionarsi ascoltando le ballate Salt In Water e Eyes Are Weak e anche le tracce con un'ambientazione più 'dark' (Montebello e Carcerate) riescono a non perdere la dolcezza nella melodia vocale. L'album si conclude con una versione acustica e disarmante del primo pezzo dell'album senza titolo degli islandesi Sigur Ros.
The Old Horse è un disco di estrema delicatezza; pochi virtuosismi e atmosfere calde, intime ed essenziali e Manuok ci lascia entrare senza pateticità nel limbo della sua tragedia privata con melodie sommesse, scarne e minimali. Mai una nota fuori posto, mai un ritornello troppo esasperato. Tutto viaggia senza sbavature e senza sentimentalismi inutili; un viaggio di 10 canzoni in 33 minuti che parlano di ricordi e di nostalgie tra un cantautorato che guarda Syd Barrett e ammicca verso il Sea Change di Beck. Scott Mercado ha composto l'intero album in memoria del nonno, scomparso di recente.
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12/10/2010 -
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