|
E’ forse solo un caso che la linea guida che Phil Collins ha dato a questo album coincida con la sua uscita dalle scene, annunciata qualche giorno fa? Un disco che raccoglie i successi a lui cari, una raccolta di emozioni storiche per chiudere il capitolo della sua carriera. Questa è solo una supposizione. Sta di fatto che l’artista anglosassone ha voluto riunire tutte le sue amiche canzoni ed invitarle ad una grande festa privata, quella di “Going Back”, un titolo forse non scelto a caso, vista l’intenzione di Collins di tornare indietro con il tempo. Dal 14 settembre, è in commercio il suo ultimo lavoro dal titolo “Going Back” , in cui l’ex batterista dei Genesis ha raccolto i migliori brani della tradizione soul che hanno accompagnato la sua vita musicale. Phil Collins è stato sempre un artista eclettico: è passato dagli strumenti, alla voce, sino ad arrivare alla produzione e alla composizione in prima persona, quella che ha sperimentato nel suo ultimo disco. In apertura, il suo omaggio va ai Temptations con ”Girl” (Why You Wanna Make Me Blue), un brano dai toni stravaganti accompagnati da battiti di mani che scandiscono il tempo soul. Si continua con il ritmo coinvolgente degli Who, quello di ”Heat Wave” del ’67, di ”Uptight” di Stevie Wonder, uno degli artisti più citati in questo lavoro: Collins riprende anche ”Blame It On The Sun” e ”Never Dreamed You'd Leave In Summer” dando un senso nostalgico al disco. In effetti “Going Back” sprigiona anche un forte senso soft diffuso, legato a tematiche come l’amore (ma non solo) ed espresse da brani dai toni rilassanti e quasi elegiaci, vedi ”Some Of Your Lovin’” o la track di chiusura, ”Going Back”. Se volessimo definire con un aggettivo il disco, lo designeremmo sicuramente come energico, coinvolgente e pieno di vita. Attributi, questi, confermati nella scelta di arrangiamenti frizzanti, originali e senza stravolgimenti della tradizione: Collins ha tenuto ben presente le interpretazioni autentiche e ne ha solo riprodotto lo stile. I toni vigorosi li ritroviamo in “In My Lonely Room”, ”Take Me In Your Arms” (Rock Me For A Little While) scandito da percussioni effervescenti, ”Standing In The Shadow Of My Love”, “Something About You”. Particolare attenzione va data a ”Papa Was A Rolling Stone” che Phil Collins ha ripreso dai Temptations regalando un vero pezzo di storia musicale, di professionalità in cui la voce soul, i ritmi sincopati del basso, della batteria, della tromba - in certi versi - ed allungati - in altri - creano un’atmosfera irripetibile e plasmano una completezza musicale che solo un certo stile e certi artisti possono donarci. Voto, 10 e lode!
|