|
A distanza di oltre 3 anni da La Finestra, la rock band di Giuliano Sangiorgi, che è anche l’autore dei pezzi, torna con un nuovo atteso lavoro. Sono stati la band italiana più forte degli ultimi due anni e le aspettative sono alte.
Colpisce innanzitutto la copertina, l’immagine ritrae una scultura di vetro a forma di cuore rosso vivo, ideata e realizzata da Ermanno Carlà, bassista della band. Questo cuore ha arti che sembrano rami ed hanno il colore delle vene, l’effetto è quello di un’immagine sanguigna, forte, a rappresentare la vitalità e passionalità del gruppo. Il titolo del disco viene dal nome del casolare dove i componenti della band da anni convivono e creano la loro musica unendo le energie e condividendo le esperienze.
La conferenza stampa a Milano è molto affollata, in una bella sala i Negramaro, seguiti a vista da una materna Caterina Caselli, rispondono ad alcune domande lasciandosi andare in divagazioni filosofico politiche sul senso della vita, sull’isolamento dell’uomo moderno colpito dalla tecnologia, sull’individualismo e la smania di potere. Giuliano, che parla per la maggior parte del tempo, è sicuramente un ragazzo riflessivo, che legge e soprattutto che vuole comunicare i propri dubbi e le proprie certezze cercando non solo di esporre il proprio pensiero ma anche, cosa rara, il confronto. Dalle loro parole questo nuovo lavoro è descritto come un viaggio-indagine sull’io dell’uomo moderno, unica possibilità in cui credere, sospeso tra lo spazio e il tempo.
Parlando del disco tengono a menzionare l’importante apporto dato dal nuovo produttore David Bottrill (già collaboratore, tra gli altri, di Placebo, Muse, David Bowie e David Sylvian). Presso i suoi studi a Toronto, in Canada sono avvenute tutte le registrazioni. Una produzione che regala una forte anima rock ed un suono deciso e schietto all’album. A fine conferenza ci viene proposta la visione in 3d del nuovo video Sing-hiozzo. Spettacolare, soprattutto per la gioia delle ragazze dei fan club che affollano le prime file.
Il cd è innanzitutto ricco: di canzoni (ben 16, 18 nella versione deluxe), di suoni rock, di forza. Un passo avanti e più profondo verso la loro dimensione di rocker puri che sanno esprimere rabbia, passionalità, energia ma anche i lati oscuri dei momenti più tristi come delusione e scoramento. Elisa ricambia il favore di Ti vorrei sollevare apparendo nel bellissimo duetto Basta così, una melodia raffinata su un testo molto umano che esalta la necessità di condividere la propria libertà per poterla assaporare a fondo. Il singolo Sing-hiozzo è di grande potenza, non immediato, forse troppo complesso per essere apprezzato dal pubblico delle radio edit. La voce di Giuliano è sempre molto bella e carica, ormai non più quella acerba dei primi dischi, ma ormai calda e che con grande mestiere sa navigare nei dodici brani impreziosendoli con il proprio marchio indelebile. E’ una voce inconfondibile, potrebbe cantare quasi tutto e farlo diventare un brano dei Negramaro, forse un po’ troppo caratterizzata dal proprio stile barocco e graffiante, ma senza dubbio unica e soprattutto emozionante. O la ami o la odi. La band suona senza incertezze, ormai collaudata. Piano, chitarra, batteria e basso si ricavano un proprio spazio e grazie agli arrangiamenti lasciano un segno nel disco ben preciso. Le canzoni scorrono tra note rock, spesso anche hard rock, e ballate delicate che navigano tra note più intime e sincere. A volte sembrano assomigliarsi un po’. I pezzi più delicati non riesco a far cambiare direzione ad un cd che è rock, duro e vibrante. Più che alla spensieratezza e all’allegria lo spazio viene conquistato dalla rabbia, dalla delusione, dall’introspezione per ritrovare solo in qualche angolo vie d’uscita per la felicità. I testi sono il mondo, sospeso tar poesia e chiacchierata al bar, di un ragazzo che guardandosi dentro riesce ad osservare il mondo, la sua umanità vibrante, le sue insicurezze.
Senza dubbio uno sforzo non indifferente, un grande lavoro. Un must per chi ama il rock italiano e soprattutto una gioia per chi ama i Negramaro.
|