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Cloud Nothings
Turning On
2010
Wichita
di Andrea Belcastro
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Leggenda vuole che Dylan Baldi abbia iniziato a registrare le sue prime composizioni, nel 2009, alla straordinaria età di 18 anni nel seminterrato dell’abitazione dei suoi genitori in quel di Cleveland. Così inizia la storia di un predestinato. L’alba di un piccolo genio del indie-poprock, e non potrebbero esserci appellativi diversi per un ragazzo capace di snocciolare con una facilità così disarmante brani di frizzante freschezza ed esaltante orecchiabilità pop, il tutto spalmato su sonorità che richiamano alla mente quanto di meglio prodotto dai primi Strokes e Vampire Weekend.
Facciamo qualche nome solo per dovere di cronaca, ma è tutta la tracklist (escludendo forse le cinque bonus tracks) a brillare di una luce strabiliante: Can’t Stay Awake, Old Street, You Are Opening, Turning On e Hey Cool Kid (le prime cinque in lista) trasmettono esaltanti vibrazioni, tra melodie eccelse, ritornelli catchy e persino tecnicismi strumentali non indifferenti per quanto sempre, e comunque, funzionali alla struttura compositiva dei brani e mai strabordanti come invece è capitato di sentire spesso nei già citati Strokes (pace all’anima loro). La patina lo-fi, poi, non è uno svantaggio ma piuttosto un punto di forza che compatta il suono e la resa finale.
Se riuscirà a confermarsi su questi livelli, se saprà ripetere l’efficacia di questi brani incastonandola in arrangiamenti più complessi e soprattutto più variegati allora avremo di fronte a noi uno dei più grandi talenti del prossimo decennio. Non è impresa facile e in pochi ci sono riusciti. Incrociamo le dita.
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01/12/2010 -
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
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