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Small Craft On A Milk Sea, già un titolo del genere suggerisce molte immagini, sensazioni, rumori, odori; è proprio questo il fil rouge che collega i brani dell'ultimo lavoro di Brian Eno. Questo artista, ormai guru per molti di una sperimentazione sonora che lo ha portato a concepire tra i più grandi capolavori della nostra contemporaneità, oggi ci propone un nuovo album che si collega perfettamente alla sua produzione più immaginifica, quella che si può ascoltare in Music For Films o quella fascinatoria di Music For Airports piuttosto che in Another Day On Earth; nessuna voce, solo suoni, puri e senza un preciso canovaccio da seguire.
Non c'è uno spartito che potrebbe contenere questi sviluppi sonori, semplicemente il tutto è chiaramente lasciato all'improvvisazione, una forma nuova di improvvisazione che potremmo far risalire proprio ad Eno come capostipite, quando la musica immaginata diventa suono e va dove il suono stesso la porta. Non c'è svolgimento o un senso preciso, è istinto puro e crudo, e forse il craft del titolo vuole ricordare proprio a tutti che sono brani quasi rudimentali, come se ci stessero proponendo qualcosa che è in potenza ma non ancora del tutto sviluppato. Tutti gli ultimi lavori di Eno sono estremamente legati alla sinestesia che la musica può produrre all'intero dell'ascoltatore, così avviene che Small Craft On A Milk Sea è un vero e proprio viaggio in diversi quadri che solo noi possiamo creare e vedere, suggestionati dalla materia sonora. Eno stesso suggerisce di immaginarli come piccole colonne sonore, così che noi, durante l'ascolto, possiamo costruire i nostri personalissimi cortometraggi. I brani si alternano da momenti più impetuosi a quelli più pacifici, quei momenti così belli in Eno, che sembrano sempre rimetterci in armonia con tutto il creato; anche se la musica è quella elettronica e digitale, produzione artificiosa dell'uomo che, però, è diventata così brava, nel corso degli anni, a suggerire la natura, i sentimenti e le sensazioni.
Potremmo dire che non c'è niente di nuovo sul fronte occidentale di questo nuovo lavoro, si resta sempre nello spettro di quello che Eno sa fare meglio. Ma la novità c'è, nascosta dietro le note, perché Small Craft On A Milk Sea nasce dalla collaborazione del Maestro con altri due personaggi noti: Jon Hopkins e Leo Abrahams. Che questo loro incontro possa effettivamente portare all'esplorazione di nuove sperimentazioni sonore e musicali? O che Eno ormai sia diventato un nuovo trampolino di lancio per i talentuosi musicisti contemporanei?
Intanto mettiamo nel lettore Small Craft On A Milk Sea, di cui ovviamente esistono la Limited Edition Box Set e la Collectors Edition Box Set, e ci lasciamo cullare dalle immagini, memorie e fittizie, che illuminano la nostra mente ad ogni piccolo passo di questo piccolo mondo sonoro fatto a mano per cui imperfetto e, a volte, solamente abbozzato.
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