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Syd Matters
Brotherocean
2010
Because Music
di Andrea Belcastro
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Syd Matters è francese, il suo vero nome è Jonathan Morali ed il suo nome d’arte è una sorta di omaggio ai due primi carismatici leader dei Pink Floyd: Syd Barrett e Roger Waters. Ma chi si aspettasse dalla sua musica lunghe ed atmosferiche suite psichedeliche ha fatto male i conti, perché se proprio qualche assonanza deve esserci con la storica band inglese, questa va trovata piuttosto nell’aspetto più bucolico della musica proposta in quei gloriosi anni ’60-’70.
Al quarto album in sette anni, è ormai tempo di maturazione definitiva per il giovane cantautore transalpino e già la prime note che scandiscono l’incedere elettro-acoustic di Wolfmother e Hi Life svelano un artista con gli attributi, in grado di bilanciare excursus sonori di ammiccante contemporaneità ad altrettanta concretezza compositiva. Qualità capaci di richiamare alla mente più volte un certo Thom Yorke (vedi Hallalcsillag). Melodicamente il lido musicale è lo stesso del leader dei Radiohead e non deve sorprendere neanche trovare più di qualche assonanza con l’altro prodigio della musica alternative Beck Hansen.
Sono paragoni importanti, pesanti oltremodo, ma Syd Matters sembra avere le spalle abbastanza larghe per sostenerli, perché tra qualche piccola caduta di tono e sommarie banalità evitabili, la sostanza è tanta e scorre via come piacevole nutrimento per la mente. Roba come We Are Invisible sembra procedere da coordinate ultraterrene ed è quasi traumatica nella sua chiusura con stacco perentorio. Sarebbe potuta durare altri dieci minuti e nessuno avrebbe potuto obiettare qualcosa. Quel che colpisce traccia dopo traccia è l’abilità nel frazionare con invidiabile scioltezza melodie malinconiche accarezzate da delicati rintocchi di pianoforte a brevi sfuriate elettroniche, dolci arpeggi acustici a ritmiche mai banali. Ogni brano è una piccola ed intima avventura nella quale scoprire con gusto primordiale accortezze sonore sempre nuove e soddisfacenti che accompagnano fino alla meravigliosa ghost track. Un gioiellino posto lì a sorpresa quasi a voler consolare l’ascoltatore perché obbligato a doverlo abbandonare.
Ma basta ri-premere play... ed il viaggio può ripartire.
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14/12/2010 -
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
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