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Brian Wilson
Reimagines Gershwin
2010
Emi Music
di Chiara Felice
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Nel 1924 il glissando dell'intro di Rhapsody In Blue di George Gershwin sembra voler definire una nuova e possibile strada all'interno della storia della musica, dove musica popolare e musica colta riescono ad unirsi in un equilibrio perfetto. Gershwin è l'autore che riesce a porre fine alla sudditanza della musica americana nei confronti di quella europea e lo fa attingendo dal grande caleidoscopio di suoni che appartengono alla musica popolare statunitense, prima fra tutti il jazz. Jazz che Gershwin non si preoccupa di “ripulire” per poterlo elevare ai livelli della cosiddetta musica colta, ma lo lascia al suo stato originario nel tentativo – perfettamente riuscito - di abbattere il muro che divide la musica colta da quella popular.
A quasi ottantasei anni di distanza quella Rhapsody in Blue costituisce l'apertura e la chiusura dell'ultimo lavoro in studio di Brian Wilson, leader del gruppo che al tempo della British Invasion venne definito “la risposta americana ai Beatles”: i Beach Boys. L'album Reimagines Gershwin appare chiaro fin dal titolo; il disco non vuole essere un semplice e sterile tributo a Gershwin ma bensì un voler re-immaginare la sua musica. Ecco allora che la Rhapsody In Blue viene ridotta ai minimi termini e lasciata ad un arrangiamento per sole voci e clarinetto. In brani come They Can't Take That Away From Me e I've Got a Crush On You Wilson compone geniali armonie vocali - armonie che una volta avevano costituito il tratto distintivo delle canzoni dei Beach Boys - mentre I Got Rhythm con il suo incedere assolutamente surf sia nei cori che nei riff chitarristici riesce a donare al brano una freschezza unica. L'album è il frutto della scelta da parte del pronipote di George, Todd Gershwin, di mettere a disposizione di Wilson ben centoquattro demo incompiute, da questi brani appena abbozzati sono nate le due canzoni inedite presenti nell'album, la meravigliosa e delicata The Like In I Love You e la ritmata Nothing But Love. Il disco si compone di brani che sono dei veri e propri classici del repertorio gershwiniano, con ben quattro estratti dall'opera Porgy And Bess>: la soffusa e sognante Summertime che confluisce nella tenera I Loves You Porgy, la strumentale I Got Plenty O' Nuttin e il soul che diventa Beach Boys di It Ain't Necessarily So. Fin dall'età di quattro anni Brian Wilson ascoltava rapito per ore e ore la Rhapsody In Blue finendo poi per impararne la melodia al pianoforte; l'amore per questo brano ha fatto sì che oltre a trovarlo in apertura e chiusura del disco - seppur ridimensionato nei tempi - la sua ombra aleggi anche oltre queste due estremità, ecco allora che lo ritroviamo anche nell'apertura di I Got Rhythm e Someone To Watch Over Me.
Eravamo partiti scrivendo di come Gershwin avesse cercato di far interagire musica colta e popular music; moltissimi anni dopo Brian Wilson prova a portare avanti questa convinzione, cambiando l'ordine degli addendi. Reimagines Gershwin è il sogno di un bambino chiuso nella confortante solitudine della sua stanza, con un pianoforte come imprenscindibile compagno di viaggi.
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20/04/2011 -
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