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The Russian Futurists
The Weight’s On The Wheels
2010
Upper Class
di Maria Francesca Palermo
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Alla lunga tutte le pause di riflessione hanno una scadenza. Capita così che dopo cinque anni di distanza dall’ottimo Our Thickness giunge ora come un contropiede tempestivo questo The Weight’s On The Wheels. Decisivo è ancora una volta il fenomeno Matthew Adam Hart che riconduce i suoi ‘futuristi russi’ al miracolo godibilissimo di ritmi e tempi che smuovono il pensiero come se fossero stati scritti ieri. Né un anno in più né uno in meno parrebbe essere trascorso dalla produzione di testi come Paul Simon, Still Life o Let’s Get Ready To Crumble, se non altro per quell’inattaccabile coerenza che è ancora riscontrabile all’ascolto di questo quarto lavoro. Dieci tracce dall’esito analogo a quello dei capitoli precedenti sia dal punto di vista sonoro che per forma e contenuti lirici. Ma intendiamoci, questa non è di certo ripetitività di attenti, semmai si chiama autorevolezza o competenza di intenti.
Hart diminuisce di poco la spinta lo-fi della sua elettronica ‘letteraria’ con la scioltezza manuale di un orafo che sa perfettamente evitare la pesantezza delle leghe. Non ci sono sussulti speciali a rendere tutto più stravolgente rispetto al previsto. Il ragazzo non cerca l’impatto da ‘grande singolo’, e questo consente ai trentasei minuti complessivi dell’album un grandissimo dono: quello di rimanere in perfetto equilibrio uditivo tra la versatilità strumentale e la verbosità di un paroliere cinico che, tuttavia, possiede una certa coscienza. Cosa che succede con Hoeing Weeds Sowing Seeds, divertente quanto basta, sfiora i Postal Service sul finale, conferma la stima e la estende a Golden Years con un’introduzione intermittente e beffarda. La tradizione celtica vuole, poi, che si appenda un rametto di vischio sotto One Night, One Kiss, duetto cantato languido con Ruth Minnikin degli Heavy Blinkers. Centrico è il groove di Register My Firearms? No Way!, delicato quello di To Be Honest e timbrato da una perspicace funkytudine R&B quello di 100 Shopping Days ‘Til Christmas (miglior pezzo della tracklist). Molto meno buona e coinvolgente è la seconda metà del bottino che strascica dietro sé il tono inceppato di un botto natalizio. Dispiace per Plates, Tripping Horses, e Walk With A Crutch ma potrebbero andare bene solo se scortate dallo scampanellio dalle renne di Santa Claus. Piaccia o meno, però, lo schema possiede ancora un proprio suono e la conclusione di Horseshoe Fortune (anche se molto elementare) ce lo ricorda tirando a lucido una buona filastrocca orecchiabile. Se amate lo zucchero preparatevi perché The Weight’s On The Wheels è un alberello di marzapane gustoso, ornato di lucine evanescenti e tanti ma proprio tanti fraseggi rimatici da augurare sulle vostre cartoline elettroniche. Il che non guasta, perché diciamocelo francamente: questi sono arbusti che possono spuntare così freschi e vigorosi solo in Canada.
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13/05/2011 -
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