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Da un paio di anni a questa parte Robert Fripp, il chitarrista che è stato l’anima dei King Crimson nei primi anni Settanta, collabora attivamente con Theo Travis, giovane sassofonista e flautista, che ha al suo attivo collaborazioni importanti sia con i Gong che con i Soft Machine Legacy. Nel 2008 hanno pubblicato Thread, adesso arriva questo Live At Coventry Cathedral che non è un semplice album dal vivo, non è il resoconto di un concerto, ma un’esperienza ascetica.
Gli scambi sonori fra la chitarra di Fripp e i fiati di Travis raggiungono livelli altissimi, arrivano a toccare corde che sono nascoste da armature di acciaio, sbriciolano le impalcature delle idee e accarezzano le emozioni. Il viaggio musicale intrapreso dal duo Travis & Fripp va ben oltre le esperienze ambient di Fripp ai tempi della collaborazione con Brian Eno. Il sentiero è più complicato, più complesso, ma non per questo meno affascinante. Lontani dai clamori della musicalità moderna, dal rock o dal jazz, Fripp e Travis mettono insieme musica antica e musica da camera, ci offrono composizioni eteree, ma piene, di senso compiuto, che ci portano ad un nuovo sentire. Dimenticate il concetto di armonia, abbandonate la vostra idea di ritmo: lasciatevi andare all’ascolto , e basta. Il suono delle nuove composizioni di Fripp e di Travis presto si impadronirà di voi in un modo tale che non perderete tempo a riconoscerlo, che non vi sarà più necessario etichettarlo. Vibrazioni sottili, atmosfere sospese, all’interno delle quali si insinuano momenti noti, mi riferisco alle note di Moonchild, che appartiene al repertorio dei vecchi King Crimson, oppure a At the End Of Time, tratta da un progetto solista di Fripp del 2007. Vecchio e nuovo procedono insieme, in totale libertà espressiva, il fluire delle note raggiunge la sfera più intima di quanti si pongono all’ascolto ma non certo per donare loro serenità o momenti di relax. Composizioni come The Apparent Chaos Of Stone e The Unquestioned Answer suscitano intensa inquietudine, richiamano rappresentazioni oscure, scavano nella nostra psiche, e non è mai facile trovarsi faccia a faccia con se stessi. E’ come se certo Canterbury Sound tornasse a vivere in una dimensione diversa, accanto al Re Cremisi, che trova una ragione nuova per dare continuità e spazio ai suoi soundscapes (evoluzione dei frippertronics).
Si consiglia un ascolto ad occhi chiusi, ma non per questo inerme, passivo: questo Live At Coventry Cathedral è un disco dotato di una energia interiore che ti offre l’opportunità di metterti in viaggio, non certo di dormire.
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