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Stan Ridgway
Neon Mirage
2010
A440 Records / Goodfellas
di Stefano Torrese
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Stan Ridgway riesce a reinventarsi nuovamente. Neon Mirage è un album di ricerca del cantautore americano che riesce a non perdersi in inutili rifacimenti di se stesso. Di chiara ispirazione dylaniana l'ultimo dell'ex leader dei Wall Of Voodoo suona come un album di ricordi dove vengono esplorati, in poco meno di 50 minuti, un po' tutti i generi cantautoriali possibili.
Dopo l'esperienza con i Wall Of Voodoo, Stan Ridgway realizza da solista The Big Heat, un piccolo capolavoro datato 1986 che rispecchia quelle che erano le tendenze di quegli anni con l'aggiunta di una voce roca e personalissima quasi alla Tom Waits. Ma la carriera di Stan Ridgway è fatta di improvvisi cambi di rotta; da Anatomy del 1999 in poi il cantautore californiano mette da parte l'elettronica e la new wave a favore di chitarre acustiche, armoniche, archi e fiati. Nel mezzo c'è la creazione del progetto a forma di trio dei Drywall, le collaborazioni con l'artista Mark Ryden e l'uscita nel 2005 del DVD Holiday In Dirt, un album accompagnato da 14 cortometraggi che interpretano visivamente le sue canzoni. In <Neon Mirage troviamo per la prima volta uno Stan Ridgway più intimista, che non parla più solo di prostitute e tossicodipendenti ma ci lascia intravedere anche spiragli della sua vita come nella splendida ballata Behind The Mask. L'album parte con il rifacimento più lento e sognante di Big Green Tree, pezzo già presente nell'album Black Diamond, per passare poi dalle ambientazioni da film western di This Town Called Fate e Neon Mirage al reggae di Flag Up On A Pole. In Desert Of Dreams e Scavanger Hunt Ridgway sembra fare il verso a Nick Cave, mentre Turn A Blind Eye ricorda le cadenze dei Morphine. Oltre alla ripresa di una ballata di Bob Dylan dedicata a Lenny Bruce, nell'album si trova più di un riferimento alle ballate di Johnny Cash e di Leonard Cohen, ma il cantautore riesce a creare un disco estremamente poliedrico senza perderne in personalità.
La new wave di The Big Heat e il cantautorato di Neon Mirage sembrano due mondi opposti ma a fare da collante è la splendida voce di Ridgway che riesce a donare un'ambientazione 'noir' anche ai pezzi più tradizionali. Le ballate di Stan Ridgway sono piccoli quadri impressionisti creati per essere ascoltati ed immaginati. Musica con qualcosa in più di semplici accordi e note ma ricca di atmosfere cinematografiche e sensazioni intimistiche.
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22/01/2011 -
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